utenti online
18 visitatori onlineStatistiche
Utenti : 5232Contenuti : 2805
Link web : 1
Tot. visite contenuti : 1955457
Login
| L'universita' italiana si appella a Napolitano : Presidente fermi la Tav torino Lione! |
|
|
|
| Scritto da Redazione |
| Sabato 30 Luglio 2011 08:48 |
|
«Onorevole Presidente, il problema della linea ferroviaria ad alta velocità / alta capacità Torino-Lyon rappresenta per noi, ricercatori e docenti, una questione di metodo sulla quale non è più possibile soprassedere», scrivono gli accademici nel loro appello al Capo dello Stato. «Il pluridecennale processo decisionale che ha condotto a questa situazione è stato sempre afflitto da una scarsa considerazione del contesto tecnologico, ambientale ed economico tale da giustificare o meno la razionalità della scelta, data sempre per scontata dal mondo politico, imprenditoriale e dell’informazione, come assoluta fonte di giovamento per il Paese. Tuttavia – aggiungono i firmatari, 136 adesioni raccolte in poche ore – è ormai nota una consistente e variegata documentazione scientifica che contraddice alcuni assunti fondamentali a supporto dell’opera e ne sconsiglia nettamente la costruzione, anche alla luce di scenari economici e ambientali futuri del tutto differenti da quelli sui quali, vent’anni fa, si è basato il progetto».....continua «Nel nostro Paese in molti casi, grandi opere sulla cui realizzazione ci si è caparbiamente ostinati anche allorché i dati oggettivi ne sconsigliavano la prosecuzione, si sono in seguito rivelate causa di danni, vittime e ingenti costi economici e ambientali che avrebbero potuto essere evitati», avvertono i professori. «Non vorremmo che, nonostante le attuali conoscenze propongano ancora una volta ragionati dubbi, la scelta intransigente di proseguire ad oltranza la costruzione dell’opera porti a doversi dolere in futuro di questa leggerezza ingiustificabile. Pertanto – L’appello – con adesioni on line ancora aperte – è stato finora sottoscritto da ingengeri e matematici, biologi, chimici, fisici, architetti, geologi, ma anche da informatici e metrologi, professori di materie umanistiche, filosofi, antropologi, nonché esperti di agraria, sicurezza ambientale e scienze della terra, specialisti del Cnr. L’appello ha coinvolto i più prestigiosi atenei italiani, da Bologna a Firenze, dal Politecnico di Milano alla Normale di Pisa, passando per la Sapienza di Roma, la veneziana Ca’ Foscari, l’università Federico II di Napoli. Si schierano contro la Torino-Lione docenti universitari di Aosta, Genova, Trento, Salerno, Urbino, Pavia, Padova. Addirittura un centinaio i torinesi, suddivisi tra università e Politecnico, in prima fila Massimo L’offensiva politica dell’università italiana contro la Torino-Lione – che annovera personaggi come Nicola Tranfaglia, Marco Revelli, Gianni Vattimo, Salvatore Settis e l’insigne trasportista Marco Ponti del Politecnico di Milano – punta ad ottenere almeno l’interessamento attivo del Quirinale, che potrebbe quantomeno far valere la sua “moral suasion” per costringere la politica a fornire almeno spiegazioni: perché insistere a tutti i costi su una infrastruttura europea che i tecnici universitari considerano ormai obsloseta e completamente inutile? Finora i partiti hanno rifiutato di dare spiegazioni. Ci si augura che almeno Giorgio Napolitano non resti in silenzio, mentre i media tendono a liquidare la battaglia civile della valle di Susa come una mera questione di ordine pubblico. «Qualora la nostra istanza non venisse accolta, e le perplessità in essere si rivelassero fondate in fase di realizzazione ed esercizio dell’opera, la presente resterà a futura memoria», concludono docenti e ricercatori italiani (sul sito NoTav.eu l’elenco provvisorio dei firmatari).
|







