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| Ora allarghiamo il movimento contro il debito |
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| Scritto da Piero Maestri |
| Lunedì 02 Aprile 2012 03:06 |
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Non era scontato che la questione del non pagamento del debito diventasse terreno di iniziativa di massa. Adesso serve allargare, senza forzature organizzative, il blocco sociale e la mobilitazione contro la crisi, il debito e le politiche di austerità. Piero Maestri
Una bella giornata contro il potere delle banche e le politiche del governo Monti-Napolitano. Il corteo del pomeriggio ha visto manifestare le forze oggi decisamente e coerentemente all’opposizione del governo Monti-Napolitano – dai sindacati di base (Usb, Cub, Si.Cobas) alle organizzazioni politiche (Prc, Pcl, Sinistra Critica, Rete dei comunisti…), alle diverse espressioni dei movimenti sociali e delle esperienze di lotta di lavoratrici e lavoratori: NoTav, lavoratori di Wagon Lits, cooperative dell’Esselunga, Alcoa, Sanprecario, NoTem, centri sociali, comitati No Debito, comitati di lotta per la casa, disobbedienti, Atenei in Rivolta, Rivolta il debito, collettivi Lgbt e così via.
Non era scontato alla fine della scorsa estate che la questione del non pagamento del debito diventasse terreno di iniziativa di massa, o comunque uscisse dal chiuso dei dibattiti intellettuali e tra economisti. Una mobilitazione di lavoratrici e lavoratori – precari e non -, studenti (molte le/i giovani nel corteo, anche questo fatto non scontato), pensionate/i e tanti che in pensione non riescono ad andarci (ma nemmeno a trovare un lavoro dignitoso), migranti, che hanno mostrato le facce di quei soggetti in carne ed ossa vittime dei provvedimenti di Monti-Napolitano-Bersani-Alfano-Casini. La ricchezza e la pluralità del corteo chiedono oggi di continuare sulla strada del consolidamento di un blocco sociale e politico di opposizione al governo e alle sue politiche, con una dimensione sempre più continentale.Da una parte questo significa rilanciare le reti e le esperienze locali e nazionali (ed europee) che affrontano direttamente e concretamente la battaglia per la cancellazione del debito, in particolare attraverso la costruzione di audit di cittadine/i sul debito – strumento per allargare ancor più la consapevolezza di questo vero e proprio ricatto europeo e per agire seriamente sul terreno della partecipazione (quello che viene posto in tutte le espressioni degli “Occupy” con la loro contestazione dell’autoritarismo che permette all’1% di decidere anche per il 99% restante, e ancor più con chiarezza dalle/dagli indignad@s e dalle/dai giovani arabi che hanno ripreso voce e piazze). In secondo luogo questo corteo chiede una continuità di iniziativa che già nelle prossime settimane deve essere praticato, per arrivare tutti insieme – anche se partendo da diverse valutazioni e da relazioni internazionali differenti – alle giornate di Francoforte del 18/20 maggio con il blocco della Bce e della cittadella delle banche tedesca. Un appello comune che mostri la volontà di azione congiunta sarebbe certamente un segnale importante di una continuità con la manifestazione di Milano (come recitava lo striscione di RiD e AiR “da Milano a Francoforte, assaltiamo il debito”). |





