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Redazione AreaGenova
Delrio, probabile taglio sostegno disabili PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Marzo 2014 09:58

Pubblichiamo il comunicato stampa della FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap in risposa alle recenti dichiarazioni di Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che tra le intenzioni governative ricorda la possibilità di tagli che vadano ad interessare pensioni di invalidità e accompagnamento. Questo il comunicato della Fish:

tagli.jpgIn un'intervista rilasciata ieri a Quotidiano Nazionale, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrioha indicato, fra le intenzioni governative: "Tagli alla spesa pubblica inefficiente. Ci sono tantissimi margini di manovra. Pensiamo ai 12 miliardi sulle pensioni di invalidità e accompagnamento spesi dall'INPS: hanno dei picchi in alcune zone totalmente inspiegabili, se non con il fatto che ci siano degli abusi. Per garantire controlli, equità ed evitare abusi applicheremo l'ISEE."

L'esternazione conferma drammaticamente l'anticipazione della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap della scorsa settimana che qualcuno aveva definito come inutilmente allarmistica. La riprova della necessità di conservare il ruolo costante di "cane da guardia" della politica e di vigilanza costante."È alquanto grottesco che si invochi l'equità in un quadro di taglio drastico alla spesa pubblica. È alquanto bizzarro che si evochino controlli come se negli ultimi anni non se ne fossero attuati massicciamente (oltre un milione negli ultimi 5 anni). È alquanto miope che si consideri inefficiente una spesa sociale che è una delle più basse dell'Europa a 25. È di dubbio gusto ricorrere all'ISEE, indicatore che - guarda caso - considera quelle stesse pensioni e indennità come se fossero redditi da lavoro o rendite finanziarie. I linguaggi, gli slogan, i luoghi comuni sono quelli di sempre, quelli già sentiti: le persone con disabilità sono un peso." Questa la replica diPietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Marzo 2014 11:59
 
Insegnanti, I rischi e i nuovi scenari della “chiamata diretta” voluta dal Ministro Stefania Giannini PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo latella   
Mercoledì 26 Febbraio 2014 15:39

Latella.jpgL’attuale Ministro Stefania Giannini vuole riformare il sistema di reclutamento del personale scolastico statale (Un’idea di Valentina Aprea assessore all’Istruzione della Regione Lombardia quando era Presidente della VII Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei Deputati sotto il governo Berlusconi, successivamente portata avanti con Formigoni in accordo con Francesco Profumo sotto il governo Monti… ma non ci sono mai riusciti). 
Ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare una soluzione ottimale, le lamentele di molti genitori verrebbero pericolosamente ascoltate (immaginate se un genitore dovesse dire ad un chirurgo come operare… nella scuola avremmo genitori “tuttologi” con il potere di decidere le sorti di un insegnante grazie al nuovo Consiglio d’Istituto in mano ai privati). 
Il rischio di una nuova “inquisizione”culturale è dietro l’angolo. Gli insegnanti statali, per alcuni politici e per Comunione e Liberazione, dovrebbero fare la fine dei templari, questo “Ordine” dei professionisti della didattica… e non lavoratori della conoscenza deve essere eliminato, perché sono un ostacolo alla privatizzazione del sistema d’istruzione italiana, insomma avanti con le idee liberal-reazionarie di questa politica gestita da venditori di fumo e banchieri! 

Dietro questo scenario post medievale-stalinista esiste purtroppo la verità puramente economica… tagliare 100 miliardi di euro… alla scuola statale grazie a: “La chiamata diretta dei prof e degli ata”. Ribaltando il sistema scolastico, portando quello paritario pubblico e privato come sistema primario rispetto all’istruzione statale che verrebbe per gradi unito a quello della formazione professionale regionale. 
Privatizzare tutti i licei scientifici e classici e trasformarli in light (quattro anni) dove per accedere bisognerà pagare rette altissime ad uso e consumo dei figli di papà... con la banconota di 500 euro sempre in tasca... mentre l’area tecnica e professionale passerebbe alle singole regioni, trasformando l’istruzione nazionale in istruzione regionale a chiamata.

 
Sara' ora che i governi si occupino delle volgari emergenze,basta demagogia PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Mercoledì 26 Febbraio 2014 12:11

Sfratto.jpgIn mezzo a tante discussioni che girano su grandi temi,credo che comunque vada sollecitata attenzione anche su quelli legati alla "volgare" economia reale,uno tra questi impone soluzioni rapide sul problema casa ,nodo controverso ed estremamente dolente.
Attualmente le morosita' e i conseguenti sfratti stanno toccando cifre da guiness dei primati.Nove volte su dieci chi non paga l’affitto non lo fa per scelta ma per necessità. Ha perso il lavoro oppure è in cassa integrazione e, semplicemente, non ha i soldi. Un fenomeno talmente diffuso da aver guadagnato anche un nome, morosità incolpevole, e da rappresentare un serio problema per la tenuta sociale del Paese.
Come intervenire? Una delle ipotesi è utilizzare una parte degli immobili pubblici da dismettere per la conversione in housing sociale.Un pezzo delle caserme che lo Stato vorrebbe vendere per abbattere il debito pubblico potrebbe essere ristrutturato e poi affittato a canone calmierato o anche venduto ad un prezzo sostenibile alle fasce sociali più deboli. Con un intervento che coinvolgerebbe non solo il settore pubblico ma anche il privato. L’housing sociale potrebbe essere la via d’uscita anche per una parte della case invendute e rimaste nella disponibilità dei costruttori, un peso che si è moltiplicato in questi anni di crisi.

Da riprendere in considerazione,sarebbe anche il cosiddetto dispositivo «Scellier», che in Francia ha dato ottimi risultati e per questo, pur adottato dal governo Sarkozy, è stato confermato da quello Hollande. Il dispositivo riconosce una deduzione fiscale a chi compra una casa nuova o del tutto ristrutturata da destinare all’affitto. Uno sconto che, nel caso francese, può arrivare fino al 25% del prezzo d’acquisto. «In tutto il mondo - dice il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti - si cerca di rilanciare l’economia partendo dal settore dell’edilizia. Speriamo che lo stesso succeda da noi».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Febbraio 2014 12:22
 
Quando scuola paritaria fa rima con vergogna e sfruttamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Latella   
Venerdì 21 Febbraio 2014 10:45

ecco il documento “Dossier” che il 28 giugno 2013 ho inviato al Ministro Carrozza, naturalmente ho aggiornato la cartina “della vergogna” con le ultime segnalazioni e con‘indicazioni della denuncia presentata alla stazione dei Carabinieri di Lodi.Sono un insegnante e giornalista, membro dell’Esecutivo Nazionale Unicobas Scuola e segretario regionale della Lombardia,ecco il mio curriculum:

http://unicobaslodi.blogspot.it/p/chi-e-paolo-latella.html

Nel mese di maggio 2013 ho creato un gruppo su Facebook con il

nome https://.facebook.com/groups/esercito.scuolapubblicastatale ,

un gruppo in difesa della scuola pubblica statale apartitico.Alla data del 5 febbraio 2014 il numero degli iscritti ha superato i 6900 utenti e sono arrivate moltissime richieste da parte dei docenti.

La prima in assoluto è stata quella di denunciare le scuole paritarie pubbliche e private, in Italia, che in cambio del punteggio non pagano gli stipendi ai prof, addirittura gli fanno firmare la busta paga senza poi di fatto pagarli, tenendoli sotto scacco minacciandoli essendo complici in qualche modo...In altri casi gli insegnanti vengono pagati 5 euro lordi all’ora, tipo call center a fronte di 24-36 ore settimanali.

Ho provveduto ad informare la mattina del 28 giugno 2013 la Guardia di Finanza di Roma, mi hanno risposto che ogni docente deve compilare un modulo di esposto e presentarlo all’ufficio territoriale di competenza, naturalmente molti colleghi che hanno denunciato nel gruppo e in privato il fatto, hanno paura di esporsi perché potrebbero ricevere minacce verbali e fisiche dai gestori di queste scuole.Insomma la situazione è gravissima.

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Febbraio 2014 12:27
 
Tocchi il figlio del senatore? Niente giornali in edicola PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Febbraio 2014 10:00

dichiarazioni di Luciano Regolo, Direttore dell’Ora della Calabria:

LucianoRegolo.jpg“Sono qui oggi per testimoniare ai lettori il perchè questa mattina non hanno trovato il giornale in edicola. Ieri notte si è consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora, l’Editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso Asp. Di fronte alla mia insistenza, nella difesa del diritto di cronaca, ho minacciato all’Editore stesso le mie dimissioni qualora fossi stato costretto a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi. Mentre discutevamo di questo, in mia presenza e in viva voce, l’editore ha ricevuto la telefonata del nostro stampatore Umberto De Rose, il quale, ponendosi come “mediatore” della famiglia Gentile, faceva ulteriori pressioni per convincerlo a non pubblicare la notizia, ricordandogli che «il cinghiale, quando viene ferito, ammazza tutti». Avendo io ribadito all’Editore che non intendevo in alcun modo censurare ciò che era stato scritto, ci siamo salutati.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2014 10:29
 
Quel monito della Ue alla Bosnia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Domenica 16 Febbraio 2014 21:34

 

Sono passati ormai più di dieci giorni e le proteste dei lavoratori bosniaci non accennano a placarsi. E' quanto meno significativo quello che accade lì, nelle stesse località dove, 20 anni prima, hanno vissuto le drammatiche, amare e spietate giornate della guerra interetnica, quelle giornate che hanno dissolto e sciolto - come se fosse neve al sole - la Federazione jugoslava facendola naufragare nel sangue. 
Nulla accade per caso. Quel che accade oggi, in queste settimane, rimette tutto in discussione almeno una "certa" verità sorica e politica.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Febbraio 2014 22:17
 
L'euro e Lavoisier,ovvero come ti smonto Barnard PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Domenica 16 Febbraio 2014 15:21

stampa moneta .jpgSupponiamo che fosse vero quello che Barnard afferma. Gli Stati creando moneta, perché detentori di una banca nazionale, sono autorizzati ad utilizzare il debito pubblico come leva di sviluppo industriale ed infrastrutturale.Questo consentirebbe di assumere tutti i disoccupati e creare le condizioni affinché i piccoli imprenditori possono sviluppare la propria attività; in altri termini l'equazione debito = nuova moneta costituirebbe la premessa insindacabile a garantire il volano della ripresa economica.Ovvio che molti credono a queste parole anche per la teatralità con cui il soggetto le esprime.Invero sono teorie datate ... vecchie di almeno settant'anni. Si parte ovviamente dall'uscita dell'Italia dalla moneta europea e si assume come condizione necessaria, per applicare la teoria, il ritorno alla vecchia moneta nazionale.Essendo queste farneticazioni attraenti, per un certo uditorio, nonostante il mio desiderio sia orientato verso argomenti più creativi spenderò queste poche righe per smontare definitivamente le basi teoriche della cosiddetta MMT.Supponiamo che lo Stato abbia stampato 100 monete essendo il valore unitario di ogni singolo pezzo pari ad uno. Questa è la condizione di partenza, invero l'istante in cui congelare il valore patrimoniale della nostra ipotetica nazione fittizia. Nell'istante in cui viene data scattata la fotografia in cassa rimangono 10 monete e la rimanente quota parte circola all'interno dei confini nazionali.Supponiamo che esistano tre uomini, che costituiscono la popolazione intera della nazione, un venditore di autovetture, un disoccupato e un pensionato.Poniamo che la distribuzione del circolante sia così distribuita al venditore 70 monete al pensionato 15 monete al disoccupato 5 monete.Il venditore sul piazzale della propria rimessa una vettura quel prezzo è pari a 10 monete.Il potere di acquisto del pensionato è 15/90Vogliamo ora che disoccupato possa aprire un un'attività richiedendo allo stato una dazione di 20 monete a fondo perduto.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2014 10:50
 
Rivolta sociale e lotta di classe. La Bosnia brucia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Sabato 15 Febbraio 2014 08:19

Il 5 febbraio scorso, i lavoratori della Bosnia Erzegovina, sfiancati e sfibrati, umiliati e annicchiliti da stipendi non pagati da tempo immemore e, gli altri senza  più la certezza delle pensioni, sono scesi in piazza scatenando una dura protesta ancora in atto. Tutto questo sta accadendo nella città di Tuzla, nella parte settentrionale della Bosnia. I lavoratori sono stati costretti a ricorrere allo sciopero a oltranza per protestare contro la chiusura di 5 fabbriche che, sono state privatizzate poi, come sempre accade in questi casi, le stesse fabbriche sono fallite lasciando sul lastrico intere famiglie.
La scelta dei lavoratori non è casuale: l'inizio delle proteste di Tuzla coincidono infatti con il 20°anniversario del primo, drammatico, massacro al mercato Markale di Sarajevo. uno dei tanti episodi di una guerra durissima che mandò in frantumi, all'inizio degli anni '90 dello scorso secolo, quel che restava della Federazione della Jugoslavia, almeno così come era stata intesa da Tito.
Prima che tutto crollasse sotto i colpi della crisi economica, Tuzla così come Sarajevo e, Zenica, era una delle città più industriali: non solo della Bosnia Erzegovina ma dell'intera ex Jugoslavia. Oggi è tutto diverso. Sono passati esattamente 20 anni dalla sanguinosa guerra interetnica - meglio conosciuta come "Guerra dei Balcani" - degli anni Novanta e, la storia si sta drammaticamente ripetendo.
-UN DRAMMATICO "RITORNO AL FUTURO"

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2014 08:30
 
Storia di Mara,la coppia e l'ovvietà PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca pastura   
Sabato 15 Febbraio 2014 08:10

luca pastura .jpegLa storia di una donna, un'amica, una compagna. Una casa non, non di proprietà, un lavoro una separazione e un figlio turbolento.
Un nuovo compagno, un docente intellettuale che si muove di città in città. Poi si trova, un bel giorno a decidere se seguire l'uomo in un trasferimento ovvero rimanere ancorata all'interno di quelle certezze quotidiane, palesi e opprimenti nello stesso tempo, tra le quali si staglia quel posto di lavoro, che la impegna mane e sera, fornendole una dimensione di civile inserimento in un contesto borghese in cui gli elementi dell'etica consuetudinaria appaiono incastonati all'interno di una collana che non prevede irregolarità, quasi come tante stelle fisse in una sera d'estate.
La coppia, legame uomo donna, è uno dei tanti riferimenti collaterali dell'esistenza di Mara... Quando il compagno perturba il mare calmo della relazione la donna non si assoggetta alle dinamiche aderendo alla di lui volontà , né si sottrae in modo deciso....reagisce, invero, con toni sfumati che rivelano la sfuggente alienazione di questo sistema ... cioè l'incapacità di definire correttamente i valori, intesi come variabili approssimative che puntellano i nostri riferimenti quotidiani. A proposta del fidanzato otterrà come unico risultato una crisi di coppia. Mara si sente trafitta dall'ingerenza dell'uomo che considera acquisito il trasferimento di lei, ma non si chiede, alla fine dei conti, se le cause di questa sofferenza non risiedano, a monte, nella dimensione stessa di coppia in una fase storica che non riesce a superare l'unione patriarcale.

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2014 08:17
 
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