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Forconi dinuovo sul piede di guerra,la rivoluzione inizia il 28 maggio e non ci fermiamo piu' PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Maggio 2012 19:58

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”Il 28 maggio prossimo sarà l’inizio della rivoluzione in Italia, che partirà dalla Sicilia e coinvolgerà tutto il Paese”. Lo afferma il leader dei Forconi, Mariano Ferro, annunciando che il movimento aderirà allo sciopero nazionale proclamato dagli autotrasportatori ma che ”la protesta poi proseguirà ad oltranza”.

Dal 28 inizieranno le “cinque giornate di maggio”, durante le quali ci sarà il blocco degli autotrasporti in tutta Italia per il prezzo del gasolio e le tasse. I Forconi hanno dichiarato che non è loro intenzione bloccare la Sicilia ma promuoveranno altre iniziative a sostegno degli autotrasportatori

”Non ci fermeremo più, accada quello che accada – conclude Ferro – siamo allo stremo e nessuno ci ascolta. La politica non capisce o finge di non capire. Una cosa è certa: o riusciamo a galleggiare tutti o nessuno, in quest’ultimo caso non andremo a fondo soltanto noi, ma tutti”.

 
Intervista a Federica – “La mia famiglia annichilita e senza un futuro per la crisi economica.” PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Lunedì 14 Maggio 2012 20:07

Intervista di Luchino Galli, blogger e mediattivista

Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese la crisi economica ha sconvolto la vita di milioni di persone e delle loro famiglie, in nome di logiche economiche dipinte come ineluttabili. È accaduto anche a Federica…



Federica, quanti siete in famiglia, e su quali redditi potete contare?

In famiglia siamo in cinque, io, mia figlia 24enne con 2 bimbe piccole, e mio figlio 16enne; un unico reddito mensile di 800 euro, da un mese passati a 700, essendomi stato ridotto l’orario settimanale: in pratica lavoravo come precaria per 35 ore settimanali, ora sono 31 ore; 700 euro più l’assegno familiare per mio figlio;  da un anno lotto con l'Inps perché anche mia figlia,  disoccupata, li ottenga per le due nipotine!

In questi giorni ho ricevuto da equitalia una cartella di 3 mila e passa euro. Purtroppo ci stava il fermo amministrativo sull'auto;  sono  riuscita  a farmela rateizzare: 100 euro e poco più al mese per ventisette mesi, tra un mese mi  arriveranno i bollettini a casa...


Come fai a mantenere la famiglia con queste entrate?

E’ molto… molto difficile! I nostri soldi vanno  quasi tutti in cibo; compro solo latte, pane e pasta, gli alimenti che costano di meno, ortaggi che riesco a trovare per pochi soldi; purtroppo niente carne, niente succhi, né biscotti per le piccole… Le bollette, luce e metano che usiamo il meno possibile, le pago sempre in ritardo;  l'acqua e la spazzatura purtroppo non riesco a pagarle!


I Tuoi figli, i Tuoi nipoti come vivono questa situazione?

I miei figli sono mortificati, a volte piangono perché non hanno il minimo indispensabile; le nipotine sono cresciute in questa situazione, non chiedono molto, sono buone, non fiatano.

 
Il Bel Paese degli scarti... umani! PDF Stampa E-mail
Scritto da di Luchino Galli e Maria Cabri – Mai Più Disoccupati   
Domenica 06 Maggio 2012 17:00

di Luchino Galli e Maria Cabri – Mai Più Disoccupati

Italia: repubblica dell’Europa meridionale un tempo rinomata per l’ottima cucina, le bellezze storico-artistiche e paesaggistiche, la vocazione artigianale e manifatturiera, oggi alla ricerca di nuova identità.

La Costituzione della Repubblica italiana la vuole fondata sul lavoro, ma è stata approvata nel 1947, un tempo ormai remoto in cui era arduo immaginare l’attuale presente, in cui il lavoro… scarseggia.

Italia: qui sempre più esseri umani - italiani e stranieri –  figli di un dio minore vengono mortificati e offesi, abbandonati, dimenticati, traditi!

Anche nel Bel Paese sempre più persone sono trasformate in merci a basso costo, in strumenti di produzione a perdere, usa e getta… per poi diventare esuberi… avanzi, scarti umani!

Angela, 40enne toscana, ha un disperato bisogno di lavorare. Su segnalazione di un conoscente, si propone ad un imprenditore commerciale del posto che l’assume in qualità di lavoratore a chiamata. In realtà, Angela svolge un lavoro stagionale continuativo di 40 ore settimanali, retribuite 2.88 euro all’oracon un forfettario complessivo di 500 euro mensili. Il compenso mensile è ritenuto “esoso” dall’imprenditore, dato l’orario ridotto (!!) per cui viene corrisposto; "un compenso che può essere pagato solo in alta stagione, per massimizzare la produttività dell’azienda"… Per Angela, sola ed emarginata - condizioni comuni a tanti poveri - quei 500 euro mensili sono comunque una piccola boccata d’ossigeno, visto che non è riuscita a trovare altro lavoro: per quattro mesi potrà in qualche modo tirare avanti e forse, anche quest’anno, non finirà in strada…

 
Disoccupazione adulta : l’annichilimento del diritto di vivere PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Giovedì 03 Maggio 2012 01:25

di Luchino Galli - Mai Più Disoccupati
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Attualmente in Italia si tende a identificare la disoccupazione con la disoccupazione giovanile.

Ma c’è anche un’altra disoccupazione: quella adulta, un drammatico fenomeno sociale in continua crescita, che coinvolge già milioni di persone!

Se la disoccupazione giovanile “tarpa le ali” ai nostri ragazzi, impedendo loro di progettare e costruire il proprio futuro, la disoccupazione adulta si abbatte sulle persone sradicando vite, devastando famiglie, dissolvendo percorsi esistenziali …

E se non si è supportati da una rete di salvataggio, da parenti e amici, se non si dispone di adeguate risorse proprie, è la morte civile, il nulla, l’annichilimento dello stesso diritto di vivere, in quanto la disoccupazione adulta precipita persone e famiglie in una spirale di povertà, anticamera di un’emarginazione ed esclusione sociale dalle quali può non esserci ritorno.

Troppo spesso ai disoccupati adulti il mercato del lavoro preclude qualsiasi opportunità di reinserimento lavorativo, discriminandoli per motivi anagrafici. Over 50, over 40, over 35… ormai è una deriva inarrestabile!

Nel momento in cui scrivo di disoccupazione adulta, non intendo contrapporla a quella giovanile, ma rimarcarne l’esistenza!

La disoccupazione giovanile e la disoccupazione adulta sono due facce della stessa bruttissima moneta, una moneta indesiderata che milioni di persone nel nostro Paese, loro malgrado, portano in tasca.

 
SULLE SCALE DELLA DIAZ Riflessioni sul film, sul movimento e il Prc PDF Stampa E-mail
Scritto da ALFIO NICOTRA   
Sabato 21 Aprile 2012 16:03

genoasocialforum.jpgQuella maledetta notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 fui tra i primi ad entrare nella scuola Diaz. Ricordo ancora ogni passo su quelle scale, il cuore in gola che pompava sangue . Sangue fresco come quello che vedevamo sui muri, sugli spigoli delle porte  sui sacchi a pelo per terra. Zaini svrentrati, indumenti e spazzolini da denti sul pavimento, computer e vetri in frantumi. Era ancora calda la violenza esercitata dai teppisti in divisa. L'avevamo sentita per ore fuori dalla scuola fronteggiando il cordone invalicabile di polizia e carabinieri. Adesso la "sentivamo" in quella palestra, nelle aule devastate, nel pensiero e nell'angoscia dei nostri compagni portati via in barella, con i loro volti tumefatti, con le bende bianche che coprivano la vergogna. Si, lo confesso, la visione del film "Diaz" mi ha restituito quella sensazione, quel pugno nello stomaco che provavo mentre salivo uno ad uno ogni scalino della scuola. Devo dire che da questo punto di vista l' utilità del film è indiscutibile. A mio figlio , che ora ha diciannove anni, il film può meglio di tante parole raccontate da suo padre restituire il senso di quella repressione, far percepire la fisicità di quella brutalità, costringerlo - come larga parte dell'opinione pubblica - ad interrogarsi su come tutto questo abbia potuto accadere nella "democratica e civile" Italia. Il film è una opera artistica, parla il suo linguaggio, non si può pretendere che spieghi tutto. Per noi del Genoa Social Forum che conosciamo ogni dettaglio di quella repressione il film non basta. Non può bastare: è ovvio, è naturale che sia così. Ma sarebbe un errore imperdonabile non comprenderne il suo effetto  di denuncia, il suo mettere in evidenza quei corpi violentati e l'odio - si l'odio alla stato puro - delle forze dell'ordine nei confronti di quei cittadini che per la legge  avrebbero invece dovuto difendere. Il film ha tra l'altro il merito di evidenziare il carattere internazionale della mobilitazione, con i suoi protagonisti non italiani presi di mira dall'ossessiva macchina repressiva.

 
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