Home Te lo Nascondono Pdm: assicurare COCER al passato e alla giustizia, si passi al sindacato
Pdm: assicurare COCER al passato e alla giustizia, si passi al sindacato PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marco Comellini   
Giovedì 09 Febbraio 2012 11:13

In una nota di Luca Marco Comellini segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia, Pdm, si legge:  “In un momento difficile come lo è quello attuale il  ‘Governo    tecnico’ deve saper prendere quelle decisioni che i cittadini  chiedono da tempo e che, per quanto riguarda i militari, quella più    urgente consiste nel dare al personale delle Forze armate i pieni    diritti sindacali come ha, da oltre 30 anni, quello della Polizia di Stato. I militari non hanno organizzazioni sindacali che ne tutelino i diritti; hanno a disposizione solo una sorta di ‘consorteria’  che  viene chiamata ‘rappresentanza militare’ ma che di fatto è  espressione e cura di interessi personali e politici e non di quelli  del personale.  L’ex Ministro Ignazio La Russa ha sempre voluto ignorare quanto di illecito e antidemocratico noi del Pdm gli abbiamo costantemente e pubblicamente denunciato, con decine e decine di interrogazioni    parlamentari presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, sulla rappresentanza militare (COCER) e sugli affari di  alcuni membri dell’organismo rappresentativo, in particolare di quello dei carabinieri.

Adesso quindi ci auguriamo che il neo Ministro della Difesa,  Giampaolo Di Paola, agisca per far cessare ogni illegalità verso i    diritti dei militari e che comprenda la prepotente urgenza di  assicurare i Cocer al passato e, ove occorre, alla giustizia”.

 

TESTO

I senatori ScanuAmatiCrisafulliDel Vecchio,GasbarriNegriPinottiGranaiolaDe Luca (tutti del PD)Totaro, Saltamartini, D’ambrosio Lettieri (tutti del PdL), CarraraPiscitelliFleres (tutti di CN -Grande Sud-SI-PID-Il Buongoverno) sono accumunati dalla medesima volontà di assumersi la pesante responsabilità di privare per la terza volta consecutiva i 350.000 militari del diritto di voto e quindi di impedirgli di eleggere liberamente i nuovi membri dei Consigli della rappresentanza militare.

Non ritengo di dover fare nessun commento  quando si lede un diritto dei cittadini militari .Mi auguro che la ragione del diritto prevalga sull'arroganza, come è già avvenuto nell'altro ramo del Parlamento.

 

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