utenti online
29 visitatori onlineStatistiche
Utenti : 1470Contenuti : 2735
Link web : 1
Tot. visite contenuti : 1578697
Ultime notizie
- Forconi dinuovo sul piede di guerra,la rivoluzione inizia il 28 maggio e non ci fermiamo piu'
- Dal Treno alla trenA,se qualcosa non va in questo paese bisogna sempre metterla al femminile
- Il Siulp critico contro usi paventati e indebiti dell'esercito nell'ordine pubblico
- Intervista a Federica – “La mia famiglia annichilita e senza un futuro per la crisi economica.”
- Caro Doria,non pettinare le bambole,su De Gennaro devi prendere posizione
- Adinolfi l'abbiamo azzoppato noi,dicono gli anarchici ma brigatisti a loro insaputa....
- L'Adinolfi,Genova,gli spari e gli improbabili terroristi
- Il Bel Paese degli scarti... umani!
feed sito
Login
| Sen.Belisario : in Grecia e in Italia stiamo salvando le Banche con i soldi dei lavoratori |
|
|
|
| Scritto da senatore Felice belisario |
| Mercoledì 15 Febbraio 2012 09:50 |
|
Non so come andrà a finire, so però che per salvare le banche di questi paesi l’Europa ha costretto la Grecia a misure insostenibili. Insomma, a pagare sono sempre loro (come in Italia, ma in forma assai più drammatica), i lavoratori. Il governo greco ha approvato questa notte il taglio di 15.000 dipendenti pubblici che si aggiunge ai circa 150.000 già tagliati negli ultimi due anni, del 22 per cento dei salari minimi e di 1,1 miliardi di euro nella spesa sanitaria. Misure che si aggiungono a quelle già prese dal precedente governo, come ad esempio una pesante tassazione sulla casa e a una deregulation del mercato del lavoro. La Grecia ha inoltre varato un piano di ristrutturazione del debito con il taglio nominale del 50 per cento dei titoli. Complessivamente, in cambio di queste misure, arriveranno finanziamenti per ridurre il debito di 120 miliardi di euro subito e di circa 130 in un secondo momento. A tutto questo si aggiunga che il ricatto di Francia e Germania prevede che, mentre si taglia il salario sociale e si licenziano i dipendenti pubblici e parapubblici, l’obbligo, da parte del governo greco, all’acquisto di armi per 12 miliardi di euro, il 3 per cento del pil.Come potete capire, a fronte del salvataggio delle banche francesi e tedesche (che hanno contribuito a generare titoli tossici), si gettano nella disperazione milioni di famiglie che non hanno alcuna responsabilità se non quella di aver votato, per anni, una classe politica che ha nascosto i buchi di bilancio trovandosi in una situazione drammatica. Il 20 marzo tutto sarà più chiaro. Se la Grecia non sarà in grado di restituire i primi 14 miliardi di euro sarà costretta a uscire dall’euro e a cominciare ad attuare la procedura di fallimento. Ad aprile, poi, ci saranno le elezioni. Il destino del popolo greco è nelle sue stesse mani. E non credo che continuerà a votare chi lo ha affamato.E’ possibile un parallelo tra Italia e Grecia? Per il momento direi di no, quello che però è inquietante è la ricetta: Papandreu prima e Papademos ora stanno utilizzando gli stessi strumenti di Berlusconi e Monti: tasse sulla casa, deregulation del mondo del lavoro, blocco (per ora) degli stipendi, controriforma delle pensioni e così via. Il neoliberismo sfrenato dei governi delle banche fa pagare il prezzo della crisi solo al mondo dell’impresa e del lavoro, salvando i colpevoli: banche, assicurazioni, finanza. |





