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Redazione AreaGenova
PD: vietato partecipare alla manifestazione della Fiom! PDF Stampa E-mail
Scritto da controlacrisi.org   
Mercoledì 07 Marzo 2012 00:17

Sembra incredibile ma è la realtà. Gli esponenti del Pd, in primis il responsabile nazionale Economia e Lavoro Stefano Fassina, che avevano espresso l'intenzione di partecipare alla manifestazione indetta per il 9 marzo dalla Fiom, non vi parteciperanno. Questa è la decisione della segreteria del Pd dopo aver ascoltato le motivazioni espresse dallo stesso Fassina. Insomma, la manifestazione nazionale dei metalmeccanici è dichiarata "off limits" dal Partito Democratico.
A questo punto possono cambiare anche il nome, perché di democratico non si vede proprio niente in questo partito, che ormai dedica tempo ed energie solo per sostenere un governo che dopo  la riforma delle pensioni si appresta a dare il colpo di grazia al mondo del lavoro, manomettendo anche l'articolo 18. E questo, secondo il Pd, deve avvenire in silenzio, senza troppo rumore e disturbo...
Caro Fassina, noi di controlacrisi.org avevamo lanciato un appello per la tua 'liberazione', ma non siamo stati ascoltati. Adesso, noi che apprezziamo la tua coerenza, ti chiediamo di non rispettare la decisione della segreteria e di partecipare alla manifestazione della Fiom, semplicemente perché quella manifestazione è per difendere i diritti dei lavoratori, cosa sicuramente più importante dei diktat provenienti dall'alto.

http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/3/6/20329-incredibile-il-pd-vieta-ai-propri-esponenti-di-partecipare/

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Marzo 2012 00:24
 
Caso Niki Gatti : che si vergognino lo stato,la magistratura e le forze dell'ordine di queste mancanze e omissioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 06 Marzo 2012 11:39

 

Niki Aprile Gatti, un ragazzo incensurato, arrestato, tradotto in un carcere di massima sicurezza con l'impossibilità di parlargli, di contattarlo. Tre giorni dopo muore. Si è suicidato, secondo le fonti ufficiali. Sono passati due anni e l'inchiesta sulla morte di Niki Gatti è stata archiviata. Ornella Germini, la mamma di Niki non si arrende e continua a lottare.
Il caso di questo ragazzo e' emblematico visto che lavorava come informatico addetto al controllo e alla gestione di flussi dati attorno ad una serie innumerevole di giganteschi flussi di denaro che appaiono e scompaiono tra San Marino e Londra, Hong Kong e Isole Cayman, per poi affluire come un torrente in piena in conti ben coperti nelle filiali degli istituti di credito italiani.E' proprio l'asse San Marino-Londra a spuntare in occasione di altre truffe telefoniche italo-europee: Phuncards-Broker, Eutelia e l'inchiesta Premium.Ed è in quest'ultima che entra con un ruolo da "protagonista involontario" Niki Aprile Gatti, ragazzo di appena 26 anni, programmatore per una delle aziende incriminate (la Oscorp SpA), trovato morto nel carcere di massima sicurezza di Sollicciano (FI) dopo appena 4 giorni dal suo arresto.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Marzo 2012 11:55
 
L'insostenibile leggerezza dell'essere....Bersani,sulla questione della Tav PDF Stampa E-mail
Scritto da megafono quotidiano   
Domenica 04 Marzo 2012 13:39

Il Pd è tra i più accaniti sostenitori dell'Alta velocità in Val di Susa. Bersani lo ripete senza ambiguità. Cosa serve ancora a un settore importante della sinistra per prenderne atto e costruire davvero un'alternativa?

E ora come la mettiamo con il Pd? Quelli che sostengono da anni che con questo partito non ci sono più rapporti possibili - almeno per chi pensa a una trasformazione della società, a una critica al moderno capitalismo, sia pure per un riformismo forte, per chi ha a cuore l'ambiente e l'ecologia oltre che i diritti sociali e civili - vengono sempre tacciati di scarso senso della realtà. "Non ci sono alternative", non c'è altro da fare, comunque attorno a quel partito ci sono delle energie ancora importanti da sollecitare e organizzare. E' la strategia politica che sostiene il progetto di Nichi Vendola e di chi guarda a lui con interesse e che motiva atteggiamenti e scelte anche di altri soggetti diversi. Si pensi a come un'area importante e socialmente vitale dei centri sociali si leghi le mani in ipotesi elettorali vincolate al Pd (come con Zingaretti a Roma); oppure al dibattito, certamente molto più complesso, della Fiom che non può tradursi mai in una rottura con la Cgil. E altri esempi si potrebbero fare.
Eppure, a ogni passaggio che conta, di fronte ai fatti epocali della politica, il Pd si dimostra per quello che è: un partito espressione di un grumo di interessi forti dell'economia e della società italiana, attento ai movimenti della borghesia che conta, delle cancellerie più importanti, degli strati sociali dominanti.

 
Don Gallo : io sto coi partigiani della val susa,anche allora li chiamavano delinquenti e terroristi PDF Stampa E-mail
Scritto da megafono quotidiano   
Domenica 04 Marzo 2012 13:17

La testimonianza di Don Gallo che si schiera senza mezzi termini con la "resistenza" Notav e invita il governo ad ascoltare davvero la protesta

«Io sto con chi protesta contro la Tav, sto con i "partigiani" della Valle che hanno scelto la democrazia e la difesa della salute contro affari e cricche». Don Andrea Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto, sta dalla parte delle persone che «lottano per la verità contro un'opera inutile, pericolosa e disastrosa». «Da quelle parti c'è uno spirito di libertà -sottolinea all'Adnkronos il prete di strada - nelle catacombe del convento dei frati di Susa c'era la sede del comitato di Liberazione nazionale. Questa è una vera e propria resistenza per il futuro dell'ambiente e della democrazia». «In quella Valle hanno creato una rabbia, e non sarà facile farla rientrare», rimarca don Gallo. Che punta il dito contro chi condanna il Movimento, chiamando in causa Palazzo Chigi: «Perchè il governo non ascolta i veri comitati della Val di Susa? Come si fa a non sentire la voce del popolo e poi andare a Bruxelles a difendere questa cattedrale inutile dell'alta velocità? Monti e i suoi ministri dovevano fare il punto con la popolazione e gli esperti, e invece non hanno ascoltato nessuno. Il grido al governo è forte: fate una tregua, e ascoltate i comitati». «Sono un antico membro del comitato No Tav -aggiunge il sacerdote genovese - e sono convinto che l'opera che si vuole realizzare contro la volontà popolare sia inutile. Lo diceva già "l'Economist" a settembre 2011, senza dimenticare i 360 professori universitari che da anni sostengono questa tesi». «Assurdo -ragiona don Gallo- pensare a una spesa così alta per una cosa senza senso, quando da decenni abbiamo i treni dei pendolari che non funzionano».

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 22:48
 
Comunicato stampa dei legali notav PDF Stampa E-mail
Scritto da notav.info   
Martedì 28 Febbraio 2012 02:28

Questa è la settima ordinanza emessa dal Prefetto di Torino ex art 2 t.u.l.p.s..
Ricordiamo che il predetto testo unico risale al regime fascista e che la Corte Costituzionale ha compresso il potere del Prefetto adeguandolo ai principi della nostra carta costituzionale, la stessa Corte ha limitato l’ uso di questo potere ai soli casi di indifferibilità ed urgenza e nella comprovata impossibilità di avvalersi utilmente degli ordinari strumenti normativi.
Le stesse premesse all’ ordinanza sono espressione dell’ illegittimità della stessa in quanto non è vero che la delibera del CIPE del 2010 indichi la estensione del cantiere della  Maddalena a Chiomonte.
Lo stesso articolo 19 della legge di stabilità (L. 12.11.2011 n. 183), che individua il sito di interesse strategico nazionale, è affetto da illegittimità costituzionale anche per carenza della necessaria specificità in ordine all’individuazione dei cantieri ivi indicati;prova ne è che nello stesso articolo 19 viene individuato in Chiomonte anche il cantiere del tunnel di base che notoriamente non sarà in Chiomonte bensì a Susa.L’ ordinanza non costituisce inizio della attività espropriativa in quanto il Prefetto non ha comunque affatto autorizzato l’occupazione dei terreni privati e, ciononostante, le forze dell’ordine hanno permesso la recinzione dei terreni privati in assenza di alcuna autorizzazione.

 
Aldrovandi : Quando una madre da vittima finisce alla sbarra senza ragione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 25 Febbraio 2012 07:17

Comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana

“La vittima va alla sbarra. In un processo civile e temerario. E’ quanto sta capitando, incredibilmente, alla madre  di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara morto per i colpi ricevuti dopo un controllo di polizia, come solo dopo molti anni hanno potuto accertare i giudici grazie all’ostinata ricerca di verità di questa mamma coraggio e di alcuni giornali e giornalisti.

Amari commenti sono stati espressi, e rilanciati sul piano nazionale dal sito di Articolo21, nel fondo del direttore de La Nuova Ferrara e da Patrizia Moretti, madre di Aldrovandi, dopo la notifica dell’apertura di una causa civile a Mantova nei prossimi giorni su denuncia di un Pm che non andò nemmeno sul luogo dove morì Federico lasciando subito dopo l’indagine.La richiesta è quella di un risarcimento di 1.8 milioni di euro e segue altre querele di altri personaggi a vario titolo interessati nell’inchiesta, in una sorta di assurdo gioco da ‘guardie e ladri’, come denuncia Paolo Boldrini.Davanti  a un morto, sulla cui vicenda riportare a galla la verità è stata impresa titanica e dolorosa per la famiglia e di onore per giornali e giornalisti che non si sono arresi alle lacunose verità ufficiali, un processo di questo genere in sede civile contro di loro appare solo temerario. Sconcerta che la causa venne fatta – come scrive Boldrini per chiedere il risarcimento a fronte degli stessi concetti espressi dalla Moretti, riportati dal giornale, usati nelle sentenze di condanna di quattro poliziotti’.La Fnsi e l’Associazione Stampa Emilia Romagna, che avevano sempre sostenuto la ricerca di verità della famiglia Aldrovandi e il lavoro dei giornalisti liberi, continuano ad essere a lei vicine, nella convinzione che anche stavolta la giustizia darà una risposta giusta e sarà quella con la g maiuscola.”

 
Per i due maro' sempre piu' evidenti le strumentalizzazioni in gioco PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Giovedì 23 Febbraio 2012 17:44


Confermato ai nostri due maro'lo stato di fermo cautelare lo ha stabilito il giudice di
kollam Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rimarranno quindi  in India.Aldila' delle
versioni piu' o meno colorite e del tutto faziose  fornite da "giornale",libero,tgcom e
rai1,vi e' indubbiamente da concertare che ci si sta' arrocando da entrambe le parti in
percorsi di convenienza con i due militari nel mezzo a fare giocoforza da pedine in una
panoramica ricca di chiaroscuri.le evidenze delle rilevazioni satellitari danno la
petroliera italiana nello specchio di acque internazionali,questo continua a venir messo in
discussione,pero' mi chiedo con quale sostanza in contraddizione a tale constatazione,se
hanno rilevazioni che negano le dichiarazioni,almeno le rendano confutabili e
raffrontabili.I corpi delle due vittime sono stati tranquillamente seppelliti esulando dalla
necessita' di lasciarli a disposizione degli esami autoptici di rito,seppur vadano prese in
considerazione usi e costumi locali,evidentemente poco propensi per contaminazione religiosa
a procedere verso tali espletazioni.Pare pero' che entrambe le vittime erano di confessione
cattolica,cattolico e' stato il rito funerario,quindi particolari tabu' non dovrebbero
esserci.Lo scafo del peschereggio nessuno lo ha visto tranne la polizia locale,per cui direi
sia anche giustificabile una certa critica alle procedure.I militari dichiarano tre salve
sparate a scopo di avvertimento e una ventina di proiettili esplosi,gli indiani denunciano
il riscontro di 16 colpi andati a segno contro lo scafo e 4 purtroppo contro i due
pescatori,direi che per quanto i fucilieri della San marco tirino bene,che 20 colpi su 20
arrivino a segno su un bersaglio mobile a centinaia di metri di distanza esula le piu' rosee
aspettative di qualita' nella mira ed  e' poco attendibile,inoltre significherebbe che tutti
i colpi esplosi erano in direzione del bersaglio e non nelle sue prossimita' a titolo
intimidatorio,non giocherebbe sinceramente a favore del quadro difensivo,ma bisogna anche
dimostrarlo e per farlo occorre l'osservazione di tali evidenze anche agli
osservatori.Inutile ribadire che non e' egualmente dimostrabile se non per buona fede verso
il rapporto dei maro' che i colpi esplosi siano solo venti,visto che e' sin troppo facile
rimaneggiarsi a propria convenienza i censimenti di dotazione e comunque per tre salve 20
colpi sono sinceramente un po pochetti,se come dichiarato sono stati esplosi in tre raffiche
successive  e non a colpo singolo.In un precedente intervento ho gia' avuto modo di
pronunciarmi a favore di una grande prudenza sul caso,sia per meriti inerenti i notri
rapporti economici con l'india,sulla cui importanza non si discute essendo il loro quatro
patner commerciale,sia per l'indiscutibile strumentalizzazione politica in atto sul
caso,sono a pochi giorni dalle elezioni  ed  e' induscutibile questo infici ogni volonta' di
fare chiarezza sino a che non ariveranno a esito.Diamo quindi un occhiata alle panoramiche
che influenzano il decorso del caso e su cui il presunto omicidio diventa inevitabilemnte
abusato dal piano delle convenienze.
La politica del Kerala è contrassegnata dal continuo cambio di potere ogni 5 anni dove si
alternano al Governo il CPI (M) e il Congress.
Da notare che il Kerala è stato il primo Stato al mondo ad aver eletto un candidato
Comunista democraticamente (E.M.S. Nampoothiripad), che divenne 1° primo ministro del Kerala
nel 1956, dopo la riorganizzazione dei confini dello stato seguente l'indipendenza ottenuta
dall'India nel 1947.La presenza del BJP (Bharatiya Janata Party) è minima in questo stato.
Questo è un dato rilevante alla luce degli eventi che hanno caratterizzato i governi BJP. Il
BJP conta pochi fedeli in Kerala anche grazie alla presenza più o meno omogenea di indù,
musulmani e cristiani.L'attuale primo ministro è V.S. Achutandan, eletto dopo il trionfo del
Partito Comunista (Marxista) a scapito del Partito del Congresso nelle ultime elezione
tenutesi nel maggio 2006.La religione più praticata è l'induismo (56,1%), seguono islam
(24,7%) e cristianesimo (19%).Attuali nervosi protagonisti sulla scena indiana sono quelli
del Bharatiya Janata Party (BJP),sul cui nazionalismo a tratti estremista e spesso alla luce
della cronaca per episodi cruenti,non si discute, nasce nel 1980 e con il tempo è diventato
uno dei maggiori partiti politici in India. Il progetto politico del BJP riguarda i valori
culturali socio-religiosi della maggioranza indù del Paese e le politiche sociali
conservatrici.penso sia quindi gia' comprensibile quanto il piatto offerto da questo
incidente sia appettibile un po' per tutti,da una parte alla sinistra,di tendenza
maoista,per portare propaganda gridando al pericolo del Lupo militarista sfruttatore alle
porte,dall'altra ai nazionalisti per innalzare un nemico oltretutto cristiano agli onori del
pubblico ludibrio e giocarci dentro un po' di campagna.Si sta' muovendo anche il vaticano
intorno al caso,d'altronde un 19% di cattolici non e' una percentuale risibile,semmai degna
di nota e sarebbe stato strano qualche tentativo di interpretare un ruolo non cercassero di
averlo,anzi il ministro Terzi si e' sbilanciato dicendo che avrebbe attivato anche
dimensioni discrete per avanzare le necessarie pressioni e queste fanno per logica pensare a
George Alencherry, arcivescovo maggiore della chiesa siro-malabarese nello Stato nel quale
sono agli arresti i marò.In mezzo ai cori piu' o meno uffiosi si e' alzata anche la voce di
Guido Crosetto, il rappresentante di Silvio Berlusconi presso le forze armate, ha attribuito
all' India di violare le norme internazionali nel trattenere i fucilieri, però ha aggiunto:
«È successo purtroppo un incidente, gravissimo, del quale loro, l' armatore e il governo
devono scusarsi, assicurando alle famiglie dei pescatori tutto l' aiuto economico
necessario» praticamente una ammissione di colpevolezza......
terminando questo bel minestrone vorrei sbilanciarmi in un parere personale,aldila' che i
maro' si rivelano o meno responsabili dell'uccisione accidentale dei due pescatori,il loro
rilascio mi sembra abbia un certo margine di speranza,indubbiamente non si possono rovinare
rapporti b ilateri straordinariamente importanti con prese di posizione forti e ruffiane
verso l'opinione pubblica,per cui vanno tenute presenti comodita' e convenienze che gli
indiani stanno sfruttando per fattori terzi agli avvenimenti,quello che mi piacerebbe fosse
osservato e' indubbiamente il rispetto della vita umana,chi l'ha persa abbiate pazienza non
credo sia in grado di apprezzare i risarcimenti eventuali,venire a capo delle
responsabilita' e intervenire in merito sarebbe l'unica cosa civile da auspicarsi,ma non
credo sara' cosi'e sicuramente la via dell'accomodamento delle posizioni privilegera'gli
altri percorsi,va detto che la verita' non e' amica ne' della politica,specialmente se
internazionale,ne' dell'economia,per cui un prezzo da pagare c'e' sempre,peccato lo paghino
sempre i poveri cristi.
Confermato ai nostri due maro'lo stato di fermo cautelare lo ha stabilito il giudice di kollam Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rimarranno quindi  in India.Aldila' delle versioni piu' o meno colorite  fornite da "giornale",libero,tgcom e rai1,vi e' indubbiamente da concertare che ci si sta' arrocando da entrambe le parti in percorsi di convenienza con i due militari nel mezzo a fare giocoforza da pedine in una panoramica ricca di chiaroscuri.le evidenze delle rilevazioni satellitari danno la petroliera italiana nello specchio di acque internazionali,questo continua a venir messo in discussione,pero' mi chiedo con quale sostanza in contraddizione a tale constatazione,se hanno rilevazioni che negano le dichiarazioni,almeno le rendano confutabili e raffrontabili.
I corpi delle due vittime sono stati  seppelliti esulando dalla necessita' di lasciarli a disposizione degli esami autoptici di rito,seppur vadano presi in considerazione,rispettandoli, usi e costumi locali, poco propensi per contaminazione religiosa a procedere verso tali espletazioni.Pare pero' che entrambe le vittime fossero di confessione cattolica e cattolico e' stato il rito funerario,quindi particolari tabu' non dovrebbero esserci.
Lo scafo del peschereggio nessuno lo ha visto tranne la polizia locale,per cui direi sia anche giustificabile una certa critica alle procedure.
I militari dichiarano tre salve sparate a scopo di avvertimento e una ventina di proiettili esplosi,gli indiani denunciano il riscontro di 16 colpi andati a segno contro lo scafo e 4 purtroppo contro i due pescatori,direi  per quanto i fucilieri della San marco tirino bene che 20 colpi su 20 arrivino a segno su un bersaglio mobile a centinaia di metri di distanza esula le piu' rosee aspettative di qualita' nella mira ed  e' poco attendibile,inoltre significherebbe che tutti i colpi esplosi erano in direzione del bersaglio e non nelle sue prossimita' a titolo intimidatorio,non giocherebbe sinceramente a favore del quadro difensivo.Inevitabile se ne pretenda riscontro e per farlo occorre la verifica di tali evidenze anche agli osservatori.
Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2012 10:11
 
Riforma degli ammortizzatori sociali,considerazioni e analisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Bettol   
Martedì 21 Febbraio 2012 23:25

E’ all’ordine del giorno dell’attuale Governo la riforma del mercato del lavoro, da attuarsi passando attraverso un obbligato riassetto degli ammortizzatori sociali e del welfare.La revisione di tali assetti, spiega il ministro Fornero, abbisogna di risorse che, nel breve periodo, non sembrano però disponibili. Servono dunque buone soluzioni strutturali.Va premesso che nella situazione italiana gli ammortizzatori vengono assegnati alla maggioranza di coloro che lo richiedono, senza una vera scrematura e, viene da chiedersi, se essi non siano troppo numerosi e generosi, andando oltre al mero paracadute, portando per estremi alla disincentivazione al ritorno al lavoro a tempo pieno in determinati casi.

Attualmente il sistema funziona su due binari: gli ammortizzatori c.d. normali, che coinvolgono chi corre un rischio di inattività e in secondo luogo vi è quello dei c.d. ammortizzatori in deroga, assegnati invece a chi non rientra nella precedente categorie. Ciò comporta un allargamento ed una successione di più ammortizzatori, in capo al soggetto, che verrà assistito ben oltre il tempo da considerarsi ragionevole in un paese sviluppato, per il riassorbimento del disoccupato nel mercato del lavoro.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 23:34
 
India : arresto maro',considerazioni sui fatti PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Martedì 21 Febbraio 2012 10:25

 

esordisco premettendo l'intenzione esulare in modo preventivo da qualsivoglia accessione verso idealismi,patriottismi,simpatie o solidarieta',tutti argomenti alieni alla complessita' di fatti come questo,ancora peraltro da accertare se avvenuto in acque internazionali o entro i confini giurisdizionali delle acque indiane.Di certo abbiamo due due uomini che ci hanno rimesso la pelle ,non e' cosa da poco,non erano figurine panini o foto su facebook,erano  poveri cristi' che stavano lavorando per campare,indubbiamente questo comporta una serie di valutazioni che non possono esulare da conseguenza. Vanno accertate le responsabilita' con coerenza , se queste verranno concertate da elementi sostanziosi mi sembra implicito che qualcuno per quelle due vite dovra' pagare.Le relazioni e le interpretazioni sui fatti,inutile ribadirlo,sono estremamente differenti tra  rappresentanza italiana e indiana,la nostra vorrebbe l'incidente avvenuto in acque internazionali,loro insistono sull'apertura del fuoco entro le acque territoriali .Facciamo quindi chiarezza visto che all'interno delle acque territoriali esiste il diritto di ogni imbarcazione al cosiddetto passaggio inoffensivo. Il passaggio inoffensivo è definito come l'attraversamento di aree marine in modo continuo e spedito che non pregiudichi la pace, il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero.Sarebbe quindi futile aggiungere che aprire il fuoco ,anche entro i confini di una minaccia ,diventa indubbiamente un atto critico e presta il fianco a diverse interpretazioni.Rimane prematuro voler ipotizzare un quadro degli eventi senza avere alla mano quantomeno quel minimo di dati che permettano una qualificazione degli avvenimenti,sarebbe solo un esercizio retorico a cui pare prestino molto il fianco numerosi media,probabilmente per interesse di convenienza nell'incentivare le utenze verso le loro versioni.Indubbiamente l'incidente e' avvenuto nel momento meno opportuno a fare chiarezza ,semmai in quello piu' congeniale nel prestarsi a speculazioni strumentali.In Kerala sono in pieno fermento elettorale ,gli amministratori o aspiranti tali non sono sprovveduti,  sanno quanto sia utile pilotare gli  ambiti di pubblica opinione verso odi o antipatie,schierarsele e gestirne le preferenze.Aggiungiamoci pure che non brillano sull'attendibilita' della loro polizia,che come quella militare  brasiliana pare  soffra un pochetto su indugi e  inciucetti ma non manca l'osservazione internazionale per cui diciamo non si lasciano troppo andare alle loro poco simpatiche abitudini.Va osservato che la zone ha una forte contaminazione cattolica e che non sono confermate le voci di forti proteste contro gli italiani o lpretese prese di posizione  che denunciano sole 24ore e tgcom,anzi ieri l'inviato di rainews ha prontamente smentito questi allarmismi in diretta con Mineo verso le 19 e 30,i giornali locali inoltre rassicurano che il governo ha deciso di trattare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ,i due maro' coinvolti nelle accuse,con ogni rispetto perche’ sono stranieri e in considerazioni di questioni diplomatiche. I marò, che dal momento del fermo si trovano al circolo ufficiali della polizia di Kochi, hanno mangiato pizza, cappuccino, cornetti, succhi di frutta, bevande gassate e yogurt serviti dal piu’ importante albergo della citta’,le fonti sono della loro polizia per cui qualche dubbio rimane ma in linea di massima lo confermano anche gli osservatori in loco.
Ho visto alzarsi una marea di scudi impressionate in rete,sui media e in genere sui social network a favore di una liberazione incondizionata e rapida dei due militari Italiani ,pero' in modo acritico  e poco incline a valutare la gravita' di un fatto che andra' accertato e concertato con assoluta calma,in primo luogo vanno valutati gli interessi economici che legano India e Italia,non sono marginali , giocano un ruolo importantissimo sulle mediazioni.La presenza italiana in India e’ storicamente caratterizzata da importanti significativi investimenti diretti.Circa 400 imprese italiane sono presenti In India, con sussidiarie o uffici di rappresentanza, e generalmente in Joint Venture con imprese locali. Tra queste si ritrovano le piu’ grandi realta’ imprenditoriali italiane. A titolo di esempio, si citano: nel comparto automobilistico - FIAT, Piaggio, Magneti Marelli, Pirelli, New Holland, Carraro; nell’agroalimentare - Ferrero, Lavazza, Perfetti Van Melle; nella moda - Luxottica, Benetton, Coin e tutti i principali marchi del lusso italiano; nel settore della difesa - gruppo Finmeccanica, Elettronica e Fincantieri; nelle infrastrutture - Italcementi, Tecnimont, Prysmian, Techint; nell’elettronica - STMicroelectronics.
Anche la piccola e media impresa italiana sta recentemente mostrando una rinnovata vitalita’ ed attenzione verso il subcontinente indiano.L’Italia e’ attualmente il quarto partner commerciale dell’India tra i paesi UE, che complessivamente rappresentano il primo mercato di provenienza delle importazioni e di destinazione delle esportazioni indiane.Nonostante questa performance positiva, i margini di sviluppo esistenti per la penetrazione delle nostre merci sul mercato indiano sono ancora enormi,per cui rimarrebbe alquanto ingenuo rimanere sulle accessioni ammantate da idealismo infantile che non portano da nessuna parte se non a produrre soluzioni di continuo pericolose direttamente e trasversalmente alla nostra economia.Con questo non voglio porre il fattore economico su un piedistallo,certamente gioca anche il prestigio internazionale,su cui la Farnesina deve giocare carte importanti,lasciatemi dire che in casi come questo non li invidio di sicuro vista la delicatezza con cui devono tratatre la questione.Lascia perplessi che quantomeno al momento,le autorita' locali si siano pronunciate negativamente verso le autopsie dei due poveri pescatori,cosa che comunque reputo non potranno sostenere per molto,visto che l'esito rimane indispensabile nelle valutazioni,non si puo' desumere infatti dalle perizie in merito al percorso dei proiettili,la qualita' e la quantita' delle ferite inferte,le valutazioni sui fori di entrata e uscita e sugli eventuali proiettili se questi presenti ancora all'interno,queste rimangono indispensabili nell'accreditamento a favore o detrimento delle responsabilita'.penso invece sia di totale fantasia,quamtomeno alla luce dei rapporti commerciali presenti e futuri che ci legano al percorso indiano,il fatto che la loro marina gli abbia buttato dentro un esca per coinvolgerli dentro un pasticcio su cui giocare le proprie convenienze.sarebbe infatti trapelato che abbiano allertato sull'avvicinamente di una imbarcazione armata e ostile proprio per incentivare all'apertura del fuoco.Poniamolo come condizione attendibile...mi sembra implicito che comunque dalla nostra imbarcazione si sarebbe dovuto procedere per convenzione e per regole di ingaggio prima all'osservazione,all'esplosione di colpi di avvertimento e solo davanti a una conclamata minaccia che non lasciasse spazio a dubbi portare fuoco annichilendo gli eventuali protagonisti della criticita' in atto.Mi sembra il caso di ribadire che il peschereggio in questione avrebbe passato al massimo le prime due valutazioni,la terza e piu' drammatica sinceramente sarebbe  fuori luogo,sempre che vogliamo attenerci alle relazioni che danno per concertata il mancato ritrovamento di armi nel successivo sopralluogo.Volendo quindi restare su un ambito logico,seppur non vadano ancora esclusi neppure i percorsi speculativi meno attendibili,non e' molto convincente come versione.Terminerei dicendo che hanno fatto benissimo ad  accedere verso la prudenziale consegna dei due Maro',non farlo avrebbe inutilmente inasprito le posizioni alzando i livelli dello scontro,in questo modo invece si puo' procedere verso una strada di accomodamento delle posizioni e di chiarimento sui fatti,mantendo naturalmentele tutele necessarie alle garanzie verso i due militari,che pero' se riconosciuti responsabili,abbiate pazienza devono sopportarsi le conseguenze dell'errore.Personalmente non credo ad una volontarieta' nel cagionare il dramma,i profili dei due militari corrispondono a soggetti equilibrati,ha indubbiamente giocato una tensione e un nervosismo che in determinati frangenti e' umanamente giustificabile,visto che i pirati non sono pacifiche ballerine ma sono abituati a sparare,non solo,sparano bene  e hanno buone dotazioni purtroppo,per cui va  tenuto in considerazione nel pesare il compendio delle azioni
Esordisco premettendo l'intenzione a esulare in modo preventivo da qualsivoglia accessione verso idealismi,patriottismi,simpatie o solidarieta',tutti argomenti alieni alla complessita' di fatti come questo,ancora peraltro da accertare se avvenuto in acque internazionali o entro i confini giurisdizionali delle acque indiane.Di certo abbiamo  due uomini che ci hanno rimesso la pelle ,non e' cosa da poco,non erano figurine panini o asettiche foto su facebook,erano  poveri cristi' che stavano lavorando per campare,indubbiamente questo comporta una serie di valutazioni che non possono esulare da conseguenza. Vanno accertate le responsabilita' con coerenza , se queste verranno concertate da elementi sostanziosi mi sembra implicito che qualcuno per quelle due vite dovra' pagare.
Le relazioni e le interpretazioni sui fatti,inutile ribadirlo,sono estremamente differenti tra  rappresentanza italiana e indiana,la nostra vorrebbe l'incidente avvenuto in acque internazionali,loro insistono sull'apertura del fuoco entro le acque territoriali .Facciamo quindi chiarezza visto che all'interno delle acque territoriali esiste il diritto di ogni imbarcazione al cosiddetto passaggio inoffensivo. Il passaggio inoffensivo è definito come l'attraversamento di aree marine in modo continuo e spedito che non pregiudichi la pace, il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero.Sarebbe quindi futile aggiungere che aprire il fuoco ,anche entro i confini di una minaccia ,diventa indubbiamente un atto critico e presta il fianco a diverse interpretazioni.
Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 13:04
 
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