Per favore, non perdiamo subito la faccia e chiariamo almeno due punti. Primo, il “quarto polo” non avrà mai nulla a che fare col centrosinistra, che resta “nemico” perché complice dei poteri forti. Secondo: l’Italia non parteciperà mai a più a missioni militari fuori dai propri confini. Giulietto Chiesa, fondatore di “Alternativa”, è tra i promotori del comitato No-Debito, una delle fonti di opinione del nascituro “quarto polo” capitanato da Ingroia e De Magistris. Chiesa è spazientito: nel “manifesto” del nuovo gruppo, che si candida a sinistra del centrosinistra, non c’è traccia di indicazioni sulle alleanze o sul “no” alla guerra, né tantomeno sulle regole da condividere per poi passare alla corsa contro il tempo per l’eventuale raccolta di firme. “Io ci sto”, l’appello lanciato da Ingroia, è una piattaforma di buone intenzioni che però, incredibilmente, di fronte alla crisi non dice una sola parola sul cuore del problema: dittatura della finanza e sovranità democratica.
«I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste economiche, sociali e culturali del governo Monti», premettono i sostenitori di Ingroia.
Nel periodo in cui la politica istituzionale ha toccato il livello più basso non saranno certo le elezioni politiche a sancire la fine della questione comunista in Italia, ma certamente la parabola discendente di chi si era opposto alla ‘svolta della Bolognina’ e aveva tentato di rifondare il Partito Comunista in Italia termina definitivamente con l’indistinto arancione.Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma francamente chiederei solo di evitare di usare Lenin o quant’altro per ‘giustificare’ giravolte collocative con teorie pseudopolitiche. Dopo la ‘Cosa’, e l’Arcobaleno l’ulteriore precipitato è nella linea ABC-anytinghs but communist, ossia: ogni cosa purchè non comunista. In questi ultimi vent’anni si è usato l’eclettismo, la contaminazione e tutto quello che è immaginabile per distruggere la teoria comunista ed il marxismo leninismo con tutti i comportamenti conseguenti di gestione e cooptazione dei gruppi dirigenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Oggi credo che sia utile solo la chiarezza. I comunisti o, meglio quelli che si ritengono ancora e davvero tali, devono ricostruire lo strumento del Partito, stando alla larga dalle scorciatoie elettorali; se si tornerà in Parlamento lo si farà entrando dalla porta principale e non per via di accordicchi mutevoli col PD o con qualche nuovo leader in cerca di successo.Sarà un lavoro per la trasformazione socialista della società, un impegno lungo ma non infinito: le contraddizioni della crisi strutturale del capitalismo stanno arrivando al pettine più in fretta di quello che può apparire.Ci siamo stancati di avere “la squadra del Torino allenata da uno della Juve”. Dico questo ricordando i segretari nazionali di Rifondazione e Pdci che, in un modo o nell’altro, volevano ‘riformare’il comunismo o peggio ancora usavano la ‘mummia di Lenin’ per pietire accordi col PD. Molti errori sono stati commessi e su questo serve una netta autocritica ( personalmente da anni ho provato a farla).
Scritto da UIL VIGILI DEL FUOCO FRIULI VENEZIA GIULIA
Sabato 22 Dicembre 2012 13:15
la UIL Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia presenta due esposti nei confronti della Regione Friuli Venezia Giulia e dei Ministeri enti e strutture coinvolte nell’iter approvativo del rigassificatore di Trieste.
In merito al caso del rigassificatore on shore che la ditta iberica Gas Natural vuole realizzare a Trieste, la Uil Vigili del Fuoco ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico in relazione alla concessione dell’Autorizzazione ambientale integrata, rilasciata lo scorso 22 novembre dalla Regione. Lo stesso sindacato ha inviato inoltre una comunicazione a una serie di soggetti interessati (magistratura, ma anche ministeri, Camera, Senato, presidenza della Regione, forze politiche, e gli stessi Vigili del Fuoco); rilevando come nell’iter autorizzativo dell’impianto si individuerebbero alcune gravi irregolarità procedurali, chiedendo l’azzeramento degli atti. I responsabili (tra i quali ci sono gli stessi vertici locali dei Vigili del Fuoco) vengono diffidati, «agendo in auto tutela amministrativa, alla immediata revoca ed annullamento delle autorizzazioni rilasciate, contenendo i danni fin qui prodotti e rifacendo - come impongono tassativamente le normative europee - l’intera procedura delle autorizzazioni, garantendo la trasparenza degli atti e l’informazione alle popolazioni coinvolte». In caso contrario, prosegue la nota, la Uil VVF «si vedrà costretta ad agire nelle sedi piú opportune a tutela dell’incolumità delle persone, del personale del corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, e del buon nome delle istituzioni della Repubblica Italiana». Nei due documenti si sottolinea come siano stati “spacchettati” gli altri impianti necessari alla realizzazione del progettato rigassificatore (metanodotto e elettrodotto), in maniera da considerare i progetti in maniera disgiunta, minimizzandone gli effetti e i rischi, e rendendo più agevole l’autorizzazione, il tutto in spregio dell’interesse delle popolazioni locali e delle norme europee.
Caos pre-elettorale, tra i minuetti di Monti e le manfrine del Cavaliere? «Una cosa però la so con certezza: alle politiche non voterò per il Pd o per qualsiasi suo alleato», preannuncia l’analista Aldo Giannuli: «D’altra parte, se devo parlare con qualcuno, prendo in considerazione il padrone di casa, non la servitù». Voto utile? Significa scegliere il meno peggio. «Ma il punto è proprio questo: il Pd è davvero il male minore?». No di certo: è solo l’ultima versione della politica di destra, travestita da sinistra: e allora, protesta Giannuli, tanto vale che Bersani chieda il voto direttamente all’elettorato di destra. Il Pd ha definitivamente rinnegato ogni minima pulsione di sinistra: bocciarlo oggi, insieme a tutti i suoi alleati, per Giannuli è l’unica possibilità di far risorgere “qualcosa di sinistra” domani, quando l’Italia sarà sommersa dalle macerie sociali dell’agenda-Monti.
«A meno di un terremoto elettorale, magari ad opera della discesa di Monti, il Pd vincerà queste elezioni. E non sarà un bene», scrive Giannuli nel suo blog. «Bersani ha già detto che la sua linea sarà quella del rigore, indicata dell’agenda Monti e, di fronte alla minaccia di una lista capeggiata dal Professore, si è precipitato a rassicurare “i mercati” sull’affidabilità del centrosinistra sulla via delle “riforme” già abbozzate da questo governo».
Si iniziano a vedere le cime delle montagne imbiancate ,si inizia a sentire l’odore del Natale nell’aria,impazzano le prima immagini di ghirlande e alberi di Natale colorati,video dove vediamo tutto il buonismo del mondo che nessuno ci regala mai nella realtà però. Immagini di pace che fanno anche stare bene il cuore se non fosse che restano solo immagini il più delle volte purtroppo. Momenti che non dovrebbero limitarsi a restare tali ma che andrebbero cercati e ricreati durante l’anno più volte altrimenti se non è Natale tutti i giorni non lo è mai. Si sentono discorsi,se sentono desideri espressi e non ,si sentono progetti di veglioni e serate illuminate,le vetrine si stanno allestendo per questo spettacolo che fra poco vedrà tutti smaniosi di mania di protagonismo almeno per una sera che poi sarà una sera come tante a parte la musica assordante e le chiacchiere che non danno ne tolgono valore aggiunto alla circostanza. L’importante sarà arrivare in questi locali,con l’abito più bello,con il sorriso più finto disegnato sulle labbra dal rossetto modaiolo del momento,tutti felici sempre e comunque intanto che il mondo va a rotoli. Tutte le volte si diventa buoni a convenienza,come per espiare l’indifferenza di cui ci si è travestiti per i restanti 364 giorni dell’anno,tutte le volte si guarda al mondo con occhi caritatevoli ma non appena si spegne la magia si sprofonda nella solita arrogante pantomima di una vita vissuta solo preoccupandosi di se stesso e della propria isola felice che nessuno si deve permettere di toccare. Perché deve arrivare Natale e si deve respirare l’odore di zucchero e agrumi per rendersi conto di avere ancora qualche sentimento buono da donare? Perché rientriamo nei ruoli e nella vita quasi come se ci vergognassimo di aver mostrato di avere un cuore? Perché non si sceglie mai di far continuare a lungo quella sensazione di benessere che si avverte in questo periodo donandosi a chi ha bisogno di noi tutto l’anno e non solo una sera? Bella la sensazione di calore che si respira all’interno delle case,belli i colori ,profumate le spezie che riempiono con i loro aromi l’aria delle stanze,un sogno,un’angolo di mondo tutto nostro,la voglia di sentire di quanto amore siamo dotati e di quante persone lo ricevono e c’è lo donano ma fuori??? Fuori dalle porte delle nostre case cosa c’è? Abbassate mai lo sguardo quando camminate e rischiate di schiacciare a causa della fretta con cui vi recate a lavoro chi una casa ed un lavoro non lo possiede più?,quante notti a fare da tetto a queste persone vi sarà sempre e solo il cielo?
SI E' SACRIFICATA LA SALUTE AL DIRITTO DI PROPRIETA'! Giorgio Cremaschi della Rete 28 aprile critica pesantemente il decreto legge del Governo sull'ILVA e la posizione dei sindacati compresa la FIOM. " Un decreto berlusconiano che provocherà morti" che secondo Cremaschi poteva essere evitato attraverso la nazionalizzazione dell'azienda ed il risanamento immediato.
Due o tre cosette sull’Argentina e sui media italiani.Da qualche giorno circola in rete (e sulla stampa mainstream) una enorme eccitazione sull’Argentina e sul suo immediato destino economico. Andrà in default di nuovo? E’ vero che sta per saltare il sistema? Tutta questa improvvisa fibrillazione è relativa a un debito del governo argentino che si riferisce a eventi avvenuti nel 2003 dovuti alla denuncia di un fondo d’investimenti che non ha riconosciuto le modalità di restituzione argentine.Ma perché in Italia se la prendono tanto per un debito (minimo, davvero minimo, di cifra irrilevante) acceso da un lontano paese sudamericano, circa dieci anni fa? Una nazione che non fa parte dell’euro, i cui problemi non possono avere nessun impatto né tecnico né economico con la nostra situazione? A questo bisogna aggiungere l’enorme diffusione in Italia, sia sulla stampa ufficiale di regime che sui siti on line, delle notizie sulle manifestazioni popolari contro il governo in carica, descrivendo l’Argentina come un paese che sta di nuovo sull’orlo del collasso economico..
Chi segue questo blog ricorderà il post nel quale raccontavo una storia, che allora avevo definito “la guerra tra le due Cristine”, annunciando lo scontro di fine novembre che avrebbe raggiunto la sua punta massima a metà dicembre, visto che il Fondo Monetario Internazionale aveva dato al paese sudamericano la scadenza del 17 dicembre come ultima data per mettersi in linea con i parametri richiesti dai creditori istituzionali.E, negli ultimi giorni, così, all’improvviso, dovunque si è parlato dell’Argentina e diverse persone si sono rivolte a me chiedendo la mia opinione.Da cui il motivo di questo post.
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni». Questa è la formula del giuramento solenne di ogni militare.
Deporre un dittatore e organizzare una guerra contro di lui è un “affare” sporco che va trattato con estrema delicatezza e agli occhi dell'opinione pubblica deve essere fatto usando ogni mezzo, anche quello apparentemente lecito dell'ONU. Gheddafi è morto e la Libia è dilaniata da guerre intestine tra gli “ex” che ambiscono al potere, agli affari.
Il 17 novembre 2011 il Ministro della difesa rispondendo ad alcune delle interrogazioni presentate dal radicale Maurizio Turco affermava che «La nostra azione militare in Libia, sin dal primo momento della crisi, non si discosta dal dettato della risoluzione 1973 in quanto è stata - e continua a essere - sempre indirizzata alla salvaguardia della vita della popolazione, un valore universalmente condiviso dalla comunità internazionale e da tutti gli italiani. I nostri assetti navali e aerei messi a disposizione nel quadro dell'operazione Unified Protector, sono stati impiegati - in un contesto di stretta cooperazione con alleati e partner NATO - in base a regole d'ingaggio concordate in ambito NATO e verso obiettivi militari. Confermo, ancora una volta, che l'impegno dell'Italia si è mantenuto entro i previsti parametri di attuazione nel rispetto del mandato di Unified Protector e delle pertinenti risoluzioni del consiglio di sicurezza dell'ONU».
Sono sempre stato convinto, assieme alla stragrande maggioranza degli italiani, che la partecipazione dell'Italia alla guerra libica contro Gheddafi sia stata una palese violazione dell'articolo 11 della Costituzione e proprio da questo giornale ho rivolto delle domande al Presidente Napolitano che, ovviamente, non si è mai degnato di dare risposte. Non che me le aspettassi, in fin dei conti io sono solo un cittadino di questa Repubblica e nella logica dei potenti evidentemente conto meno che nulla. Eppure, leggendo le notizie di queste ore posso affermare con soddisfazione che “avevo ragione”.
Dicono che torna la politica e si riprende la sua autonomia. Ma, a leggere le carte dell’inchiesta Ilva: autonomia, quale? Rispetto a cosa?, viene da domandarsi. Perché di autonomia ce n’era poca. Anzi, i politici – e anche i tecnici – sembravano un po’ succubi della grande impresa: anche di quella che, come abbiamo sentito, in 15 anni ha fatto tre miliardi di utili sull’acciaio, mentre a Taranto morivano 1.600 persone all’anno perché l’Ilva non bonificava gli impianti. Ora, il governo, d’accordo con Napolitano, fa il decreto per neutralizzare le ordinanze dei giudici, “quarto grado di giudizio”: se il giudice decide una cosa che non piace, invece di impugnarla davanti al Riesame o alla Cassazione, si va dal governo che fa un decreto e la cancella, e nessuno fiata – a parte Di Pietro, che ormai è considerato un appestato.
L’altra sera, da Fazio, Bersani ha detto che c’è uno scontro fra poteri – pm da una parte, azienda dall’altra – e governo “espropriato”, naturalmente. Insomma, una guerra per bande: così ce l’ha venduta. E i “giornaloni” hanno ripetuto che c’è un’azienda che dà lavoro – beneficamente, munificamente – a migliaia di persone, costretta a chiudere da magistrati “impazziti” che vogliono distruggere migliaia di famiglie e l’intero sistema industriale: le famose “toghe verdi”. Nessuno dice che i giudici indagano da sette anni, sull’Ilva, e per sette anni la politica non ha fatto niente – anzi, ha fatto molto: ma a favore dell’Ilva, che ha continuato a inquinare e, producendo, a uccidere.