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Redazione AreaGenova
Di Pietro abbandona lo studio di linea notte,immaturita' sua e di La Russa e teatrino indegno davanti a un paese in ginocchio PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Giovedì 18 Marzo 2010 11:29

Di Pietro abbandona lo studio - la berlinguer costretta ad interrompere la trasmissione ,non e' accettabile che in un momento di criticita' straordinaria per il nostro Paese,Politici di entrambi gli schieramenti trasformino il dibattito in schermaglia e le proposizioni in rissa,La russa dimostra la solita' incapacita' dialettica che sfocia in sciocche provocazioni,Di Pietro finge di caderci e abbandona il campo da furbino dopo aver lanciato il sasso,no signori,non possiamo piu' accettare questi atteggiamenti,siamo solidali con Bianca Berlinguer,che si e' vista costretta all'interruzione del dibattito,mancando i presupposti della par condicio
Saluti Gianfranco Belletti

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 11:46
 
Tommaso Giunti: l'italia nascosta.. ...dietro la morte di Fragala' PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Giunti   
Giovedì 18 Marzo 2010 11:04


negli anni 80 Carlo Palermo, Costa, Chinnici, Ciaccio Montalto, Falcone e Borsellino avevano individuato un traffico mondiali di Armi e Droga che faceva cerniera sull’Italia e che era connesso con l’alta finanza mondiale.
L’ENI e tutte le sue società collegate – partecipate avevano legami anomali con i produttori di petrolio del nord Africa e con i trafficanti d’armi degli stessi paesi.
Sono arrivato ad affermare che la classe politica italiana ha svenduto la sicurezza nazionale e quindi ha commesso il reato di ALTO TRADIMENTO al nostro Stato.
Con la seconda nota ho osservato che la Strage di Ustica può non essere un problema solo italiano ed è chiaro che la strage di Ustica è legata a tutti i misteri degli anni 70-80 90 avvenuti in Italia e volutamente non risolti.
Con questa nota cercherò di dimostrare che c'è un nesso logico tra un’organizzazione criminale che dagli anni 70 ha preso forza e piano piano si è insediata con meccanismi diabolici nelle istituzioni fino a corroderle e sfiancarle.
Questa organizzazione gestisce i burattini ed ha sicuramente dei burattinai che non si conoscono. E’ forte il dubbio che in Italia, in questi ultimi decenni, si è creata una classe dirigente, politica ed istituzionale completamente al suo servizio.
L’arte di questa organizzazione sta nel nascondersi dietro facce e partiti che sembrano puliti e si dichiarano a difesa del cittadino e degli ultimi. 
Così non è............continua

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 11:17
 
Chi sale e chi scende dalla giostra PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Marzio   
Giovedì 18 Marzo 2010 10:53

Unicredit lascia la quota in Generali a un proprio azionista e Profumo guadagna un mese di vita. Geronzi si prepara all'assalto alle assicurazioni triestine e cerca di garantire la poltrona di Mediobanca. Il risiko-bancario assicurativo del nord è cominciato: la partita si giocherà dopo le regionali (con un occhio alla Lega)

Carlo Marzio

Grande giro di giostra oggi a Milano, in quei due o tre palazzi che contano del potere finanziario italiano. Prima l'annuncio dell'utile Unicredit, inferiore al 2008 ma superiore alle stime degli analisti; poi la processione che ha visto entrare nel palazzo di Mediobanca soci importanti e attori decisivi della tornata di nomine che si farà subito dopo le regionali; poi ancora il colpo di scena dell'uscita di Unicredit dall'azionariato Generali, una delle società di cui va rinnovato il vertice; infine, la riunione dei grandi soci Rcs in serata. Difficile non vedere un nesso tra tutti questi elementi anche se i fili da tirare sono molti e spesso ingarbugliati. Dunque procediamo con ordine.

L'antefatto è costituito dalla volontà dell'attuale presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi - ex Capitalita, cioè Banca di Roma, vecchio potere andreottiano romano sbarcato nel salotto buono milanese in seguito alla fusione con il Credito Italiano e alla nascita di Unicredit - di divenire presidente della seconda società europea di assicurazioni, la triestina Generali. La mossa di Geronzi si spiega non solo con la voglia di potere ma è dettata dai procedimenti giudiziari in cui è incappato - non ultimo il caso Parmalat - e dalle condanne subite che gli hanno macchiato i requisiti di onorabilità e quindi gli rendono impossibile continuare a presiedere Mediobanca. ....continua

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 11:04
 
Cucchi morì per disidatrazione. Ma perché non fu curato? E chi lo picchiò? PDF Stampa E-mail
Scritto da Cecchino Antonini   
Giovedì 18 Marzo 2010 10:48

La relazione della commissione del Senato sul servizio sanitario nazionale ripercorre gli ultimi giorni della vita del geometra romano di 31 anni. I giornali cercano di spostare il tiro sulla "malasanità" e sulla volontà di Cucchi di lasciarsi morire. Ma non bisogna dimenticare le percosse, i lividi e la generale incuria di cui è stato vittima

Checchino Antonini

«Dopo aver subito le lesioni ed essere stato ricoverato nel reparto protetto dell'ospedale Sandro Pertini con una procedura del tutto anomala», Stefano Cucchi chiedeva di parlare con un legale di fiducia, con suo cognato, con un operatore della comunità che lo aveva già seguito in passato. «Ma tale colloquio non avrà mai luogo». La relazione della commissione del Senato sul servizio sanitario nazionale ripercorre gli ultimi giorni della vita del geometra romano di 31 anni. Ci sono volute una quarantina di audizioni, alcuni sopralluoghi e molta pazienza per ottenere uno straccio di numero legale che consentisse l’approvazione. Se questi atti saranno resi pubblici o secretati sarà noto nella prossima riunione della commissione, ad aprile.
L’enfasi della grande stampa sulla disidratazione che lo avrebbe ucciso è indice della pressione incredibile da parte di chi vorrebbe confinare al capitolo “malasanità” la vicenda dell’arresto, del pestaggio, dei misteri dell’udienza di convalida, della detenzione del ragazzo di Torpignattara preso la notte del 16 ottobre da 5 carabinieri in un parco di Cinecittà e morto all’alba del 22 ottobre, nemmeno sei giorni dopo, nel repartino del Pertini. «Non si perdono dieci chili in sei giorni se uno non è malridotto. E Stefano era stato pestato», insiste sua sorella Ilaria. Solo un’infermiera di Regina Coeli, in mezzo a tanti non ricordo dei camici bianchi sentiti dalla commissione, avrebbe ammesso francamente che Stefano arrivò «pestato, senza dubbio» al carcere sul Lungotevere. Marino, medico di chiara fama, è inequivocabile: «La disidratazione è causa del blocco pre-renale che l’ha ucciso. Ma bisogna capire perché ha perso così tanto peso in pochi giorni»......contnua

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 10:53
 
Sindacati ,Poste e vita rovinata di un lavoratore italiano,qual 'e il nesso? storia di Francesco Carbone PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Marzo 2010 14:43

Mi chiamo Carbone Francesco e le scrivo per metterla al corrente della mia situazione che ha a dir poco dell’incredibile. Voglio denunciare pubblicamente 2 magistrati o meglio 2 capi della procura di Verona i quali, pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegate alla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste Italiane , Dirigenti dell’Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede. Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati.Brevemente le spiego la situazione. Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall’amministratore della ditta appaltante, e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti. Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro, creando attorno a me il vuoto. Ho denunciato presso l’ispettorato del lavoro la presenza, all’interno di Poste Italiane, di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo. Ho denunciato presso lo Spisal di Verona tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro e non è stato fatto alcun controllo. Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso (documenti , foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto. Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla. Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni, dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura miarchivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede, con motivazione tecnico giuridica (faccio presente che all’epoca dei fatti oltre a essere persona offesa dai reati ero incaricato di pubblico servizio obbligato dal codice penale a denunciare fatti di rilevanza penale).

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 16:53
 
Polverini in vantaggio sulla Bonino? No sondaggio farlocco PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Marzo 2010 04:04

Nei giorni scorsi il Comitato elettorale di  Renata Polverini ha commissionato alla prestigiosissima Gipieffe Spa ( l’avete mai sentita?) un sondaggio sulle Regionali in Lazio, pubblicato nella giornata di oggi.  I 1000 intervistati alla domanda “Se si votasse oggi per le regionali, chi voterebbe? ” hanno così risposto: Renata Polverini 36,4%, Emma Bonino 31,1 %, Lanzillotta 1%, indecisi 31,5%. Cinque punti percentuali , pertanto, regalarebbero la vittoria alla Polverini sulla Bonino secondo il sondaggio del comitato elettorale dell’ex leader dell’ UGL. Ma c’è qualcosa che non quadra…. Sempre nella giornata di oggi è stato pubblicato il secondo sondaggio di Crespi/Omniroma che invece da questi risultati:Emma Bonino 40,5%; Renata Polverini37,0%; Roberto Fiore 0,8%; Michele Baldi 1,0%; Indecisi 20,7%.  La Bonino, pertanto, sarebbe avanti del  3,5  % e gli indecisi sarebbero molti di meno rispetto a quelli del sondaggio della Gipieffe Spa. Sempre il sondaggio di  Omniroma/Crespi attribuisce ai singoli  partiti queste percentuali: PDL 42,5%; La Destra 3,0%; MPA 0,5%; PD 25,0%; IDV 6,0%; PRC+PDCI 2,0%; Sinistra Ecologia e Libertà 1,5%; Lista Pannella Bonino 7,0%; Verdi 1,0%; Partito Socialista 0,5%; Alleanza per l’Italia 1,2%; UDC 6,5%; Forza Nuova 1,0%; Movimento per Roma di M. Baldi 0,8%; Altro 1,5%; Indecisi 25,2%.
fonte .http://radicalweb.org/

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 11:40
 
Non si puo' dare del Gay a qualcuno : ora e' reato PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Marzo 2010 02:55

Dare del gay a qualcuno, con l'intenzione di denigrarlo, è reato. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10248  bolla come ingiuria il contenuto di una lettera, con cui un 71enne offendeva il destinatario ricordando il suo «essere gay». Una preferenza sessuale, si faceva notare nella missiva, che era chiaramente emersa durante una vacanza in montagna trascorsa dall'interlocutore con un marinaio. Nello scritto si faceva riferimento anche a un allontanamento subito dal destinatario da un club sportivo frequentato da ragazzini..........continua

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 02:58
 
Ciancimino ,trapela che nei documenti sequestrati vi sono riferimenti a Dell'Utri PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Marzo 2010 01:49

Si è concluso l’interrogatorio nella Procura di Palermo di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso, ascoltato per due ore dai pm Nino Di Matteo e Paolo Guido sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. All’uscita dal Palazzo di Giustizia, Ciancimino ha riferito di avere parlato con i magistrati dei contenuti di alcuni documenti che sono stati sequestrati nell’abitazione della madre, Epifania Scardina. Nei documenti sarebbero citati alcuni uomini politici, tra cui il senatore Marcello Dell’Utri. Nei giorni scorsi, la Corte d’appello ha respinto la richiesta del pg Nino Gatto, non ammettendo la deposizione di Massimo Ciancimino al processo di secondo grado in cui è imputato il senatore Dell’Utri per associazione mafiosa.Proprio nei giorni scorsi, il dichiarante aveva consegnato alla Procura antimafia di Palermo tre scatole piene di documenti del padre che sono stati sequestrati. Si trovavano nella casa di Baida in cui i Ciancimino trascorrevano le vacanze estive.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 01:59
 
ciao sono Giorgio PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Martedì 16 Marzo 2010 21:58

so' che ci sono casi "piu' importanti" ci metto un forse che  e' d'obbligo,che ci turbano la quotidianita' ,ci scuotono la coscienza,so' anche, che quando arriviamo alla sera  a casa, di brutture non e' che ne gradiamo la presenza,almeno quei cinque minuti azzo lasciateceli,pero' a volte due parole vale la pena di buttarle giu',almeno tra noi,questo e' il caso di un uomo che ci dimostra ,quanto, tante volte quello che abbiamo intorno sia un bene prezioso,a cui siamo abituati ,  lo viviamo ogni giorno,normale sia cosi',difficile comprenderne il valore..visto che quello roteante sotto gli occhi quotidianamente ' e' consuetudine,abitudine,normalita',peccato ....coi tempi che corrono tutta questa normalita'inizia  a essere a  rischio, allora diamo una letta,giusto qui sotto ,pero' senza ingrigirci in pensieri pessimistici ,tanto non serve,magari anche solo leggendo qualcosa facciamo,perche' comprendiamo.....da li al resto il passo e' breve,piu' breve,sinceramente,di quello che pensiamo.

ciao a tutti amici miei,Mi chiamo Giorgio Cannizzaro, ho 57 anni, e vivo a Trapani (Sicilia) sono un uomo solo, non sono sposato, non ho figli e mia madre è morta, la mia unica famiglia erano i miei 7 cani con cui vivevo in un appezzamento di terreno di mia proprietà, questi cani sono l’unica mia gioia di vivere, li ho raccolti ancora cuccioli per strada e sono diventati i miei compagni di vita…Lo scorso anno in seguito ad una segnalazione di qualche confinante, il sindaco di Trapani dove io risiedo, “Girolamo Fazio” ha emanato un’ordinanza nella quale invita agli organi di competenza: Comando di Polizia Municipale, ASP Servizio Veterinario, Servizio di abusivismo edilizio, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Ufficio dei servizi sociali, e.p.c alla procura della repubblica, ai carabinieri, e ASP igiene pubblica, di voler provvedere alle verifiche ognuno per la propria competenza....continua

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 11:41
 
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