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Redazione AreaGenova
Da Favia alla luce ,intravedendo Casaleggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Venerdì 07 Settembre 2012 07:02


Sarebbe da intitolare Sul facebukkone e' scoppiato il bubbone,non sono da poco i rumors e le onde che agitano un mare già poco avezzo alla calma piatta,visti gli attacchi portati senza risparmio a Grillo e al 5stelle da un circuito mediatico ben abituato a spargere fango quando il soggetto si fa scomodo.
Stavolta pero' non sono timidi marosi che frangono la spiaggia,semmai uno tsunami che si prepara all'orizzonte,motivo?
Dichiarazioni pesanti fatte fuori onda da Giovanni Favia,giovane di spicco nel movimento,impegnato da cinque anni su un fronte difficile dove non ha di sicuro lesinato buona volonta',energia e competenza.Il video allegato parla da se',direi in modo tanto esplicito da lasciare poco spazio a dubbi o dubbietti,Il Favia preso nel trappolone da uno sgamato
Gaetano Pecoraro che il mestiere di giornalista lo sa fare ,viene registrato  durante la pausa di un 'intervista e gli scappa qualche parola di troppo,intendiamoci l'argomento non era sconosciuto , non facciamo finta di scandalizzarci,che casaleggio avesse messo le redini sul movimento lo si ipotizzava da tempo,la conferma pero' la danno le dichiarazioni rubate  appunto al buon Favia riprendendo a tradimento il suo sfogo .

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:26
 
L'Iran di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferdinando Imposimato   
Lunedì 27 Agosto 2012 10:48

L'Italia sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare piu' di ogni altro paese. Essa, infatti, pur non disponendo di armi atomiche, ospita ad Aviano e a Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 5 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani. Cio' in base ad un accordo segreto siglato dal governo italiano. L'Italia rappresenta percio' un obiettivo nucleare dei nemici dell'America e quindi di Teheran.

L'Europa, che dovrebbe svolgere un ruolo di mediazione, e' in crisi profonda. E non e' in grado di porre un argine all'unilateralismo dell'America e alla sua determinazione a sferrare una nuova guerra preventiva contro l'Iran. Gli Stati Uniti hanno portato avanti una politica imperiale con la presunzione di essere invincibili. E stanno creando le premesse per una guerra che sarebbe devastante per l'Europa e in primo luogo per l'Italia.

Oggi e' tempo di iniziative concrete da parte dell'Europa. Che deve agire per risolvere la crisi mediorientale.

Chiedo di raccogliere la mia flebile voce in favore di una pace giusta e della concordia tra le genti. E di spingere per l'avvio di una trattativa tramite le Nazioni Unite per la pace in medio oriente. L'Europa deve attuare una sua politica alternativa all'America evitando di seguirla nelle sue avventure militari di espansione.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Agosto 2012 10:53
 
Ricordi d’infanzia e di acciaierie…ovvero da Genova a Taranto passando per L'ilva PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Parodi   
Mercoledì 15 Agosto 2012 12:46

Solidarietà da una genovese ai tarantini che lottano per un ambiente sano

ilvaNon sono mai stata a Taranto, ma sono nata 40 anni fa a Cornigliano (Genova) e lì ho vissuto per oltre 20 anni, davanti alla mostruosa acciaieria, che ha distrutto per sempre un quartiere che all’inizio del secolo scorso era tra le più rinomate località balneari della Liguria.

Ero solo una bambina o un’adolescente poco consapevole, ma ricordo bene le lotte delle donne di Cornigliano per porre un limite al mostro che si mangiava le nostre vite. Ricordo i tanti giorni in cui si respirava una puzza acre e si dovevano tenere chiuse le finestre, ricordo la polvere nera, grigia, rossastra, che si posava ovunque, sulle persiane, sui vetri, sul bucato e i sui nostri polmoni. Per protesta si appendevano le lenzuola bianche alle finestre e in breve tempo diventavano grigie di veleno. Allora non c’era internet e se il benzene aveva sforato i limiti di decine di volte, si veniva a saperlo (mica sempre) dopo mesi e mesi che l’avevamo già respirato… Ricordo i botti delle esplosioni, e le nuvole di fumi che si levavano immense, illuminate dalla luce arancione industriale; mio padre mi spiegava che i fumi peggiori però erano quelli che non si vedevano, che uscivano di notte. Mio padre per un periodo aveva lavorato a quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva): per sua fortuna lavorava negli uffici, ma qualche volta era entrato nella zona di lavorazione e raccontava che sembrava di essere arrivati all’inferno. Mio padre ogni estate cercava di portarci via per respirare un po’ di aria sana almeno qualche mese all’anno. Andavamo in affitto in un modesto appartamento in campagna in Piemonte e quando arrivava settembre e dovevamo tornare a casa io e mia sorella piangevamo. Mio padre è già stato operato per due tumori, magari il benzene non c’entra, ma chi lo saprà mai?…

 
Caro signor Passera ci dica..... PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Rita D'Orsogna   
Martedì 14 Agosto 2012 22:50

Maria Rita D'Orsogna.jpgCaro signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.
Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
E la gente dove deve andare a vivere di grazia?Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare?Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?
Ci dica.
Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
Vorrei tanto sapere dove vive lei.
Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.
Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.
Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so.
Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.
E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:30
 
La forza della solidarieta' blocca gli espropri del terzo valico PDF Stampa E-mail
Scritto da noTav info   
Domenica 12 Agosto 2012 17:59

La prima tornata di espropri si conclude ad un mese esatto dal suo inizio, il 10 luglio. Possiamo finalmente accantonare la scaramanzia e dire che ovunque il Cociv abbia effettuato il primo tentativo per entrare in possesso dei terreni le popolazioni si sono schierate con successo a difesa dei propri territori: a Serravalle, Arquata, Gavi, Borgo Fornari, Pontedecimo, Trasta, Fegino, Campomorone e Isoverde nemmeno un lembo di terra è stato portato via, più di cento espropri sono stati respinti. Come abbiamo già avuto modo di raccontare giorno dopo giorno, la cosa che più fa piacere è vedere la capacità della gente di organizzarsi e rispondere a tutte le esigenze dei presidi, mettendo in moto un meccanismo di solidarietà che va oltre il motivo per cui si stava in strada, riscoprendo una socialità che alcuni avevano dimenticato, condividendo le proprie informazioni in un processo di crescita costante. Quello che invece ci stupisce è la velocità con cui questo è successo. Anche grazie alla copertura mediatica di spazi come questo si è innescato un circolo virtuoso che ha portato ai presidianti notizie di quelli della settimana prima, alzando il morale e invitando a partecipare a quelli successivi.Ai comitati, che sono stati un elemento catalizzatore di questo processo, si è affiancato un numero sempre maggiore di persone, che oggi li rafforza con riconoscenza.Quello che monta con forza è un vero movimento popolare, che rifiuta il meccanismo di delega ai propri rappresentanti, salvo rare e preziose eccezioni anche quelli locali purtroppo troppo spesso conniventi, e dal basso reclama il proprio diritto a difendere il territorio e la salute da chi vorrebbe monetizzarli come una qualsiasi risorsa economica. Infatti, in un momento in cui bisognerebbe stare al fianco della gente c’è una buona parte delle istituzioni che tifa per la distruzione di questo momento di aggregazione popolare. Ci sono giornalisti che stravolgono gli eventi, ci sono politici che commissionano articoli infamanti e lavorano di concerto con opachi organi dello stato per creare una tensione di cui nessuno sente il bisogno.

 
Disperazione prioritaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Sabato 11 Agosto 2012 12:49

Due giorni orsono mi recavo alle poste, sede centrale, di Genova, per comprare un pacco da spezione. Una volta entrato, non riconoscevo più quel luogo, anche austero, e spersonalizzato, a cui il ricordo giovanile rimandava.

Una ridda di luci, rumori da flipper d'osteria, vociame variegato ti fa capire immediatamente che qualcosa, forse, è cambiato. Poi l'impressione diviene certezza. E' che quel luogo austero si è trasformato in un centro dispensatrice di illusoria felicità.. lotto istantaneo, gratta e vinci e altre diavolerie sono dispensate, come l'ostia profana di un rito neo pagano, dalla funzionaria di turno, che fa anche la simpatica, ride e scherza con questi zombi dall'età imprecisata... ad uno di essi cinguetta: "bisogna essere maggiorenni! ma dalla sua faccia mi sembra che abbia superato la maggiore età da un pezzo!"...

Etnie varie, latini, sudamericani, rumeni, asiatici si mescolano nel grande gioco dei pacchi in un'assolata e deserta giornata feriale di inizio agosto.. io stesso sembro un alieno, antitetico a quel contesto, quando mi avvicino e chiedo un banale pacco, magari con materiale di riempimento accluso.. l'impiegata mi sorride, bonarie, e mi chiede di che grandezza lo voglio.. dietro di me, mi sto dilungando troppo, si vede, l'orda dei disperati si scompone, ondeggia, e difende saldamente il posto nella coda.. qualche parolina a mezza bocca di biasimo, nei miei riguardi, che rallento il loro incedere nelle luminarie di una nuova giostra...

alla fine pago i miei tre euro e settanta e vorrei prendere le monetine, ma la signora mi dice, con una certa apprensione: "che fa? è pazzo? si mette a cercare le monete? non ha cinque euro?"... capisco che non c'è tempo da perdere.. le allungo il pezzo di carta e ritiro il resto, che la signora aveva già in mano...

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Agosto 2012 12:53
 
La crisi economica: dagli Stati Uniti all'Europa ,analisi e interpretazione del prof Prodi PDF Stampa E-mail
Scritto da uninettuno   
Mercoledì 08 Agosto 2012 14:34

Lezione del Professor Romano Prodi sulla crisi economica mondiale. Perché è così profonda? Dagli Stati Uniti d’America all’Europa, quali sono i motivi? Cosa si deve fare per uscirne? Prodi parla delle trasformazioni tecnologiche e dei cambiamenti quantitativi e qualitativi, trasformazioni che toccano ogni funzione. Parla della condizione in Cina e in Asia rispetto l’Occidente e sostiene che un crisi di sistema come questa non arrivi mai per caso. Si parla di una crisi che ha generato una revisione intellettuale che ancora non si è tradotta in una organica dottrina. Il problema della redistribuzione del reddito come strumento di uscita dalla crisi.Un ottimo contributo che consiglio a tutti,in primo luogo per l'esposizione che la rende accessibile a tutti,in secondo perche' costituisce un ottimo contributo alla comprensione sia del fenomeno che delle sue conseguenze presenti e future,questa crisi al pari di quella del 29 cambiera' in modo ineluttabile il mondo da come lo conosciamo e le societa' cosi come siamo abituati a concepirle questo il link per accederehttp://www.uninettuno.tv/Video.aspx?v=494

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Agosto 2012 14:41
 
Siria : un paese gettato nel caos dagli interessi occidentali PDF Stampa E-mail
Scritto da Walter Lenzi   
Mercoledì 08 Agosto 2012 12:42

 

"Quello che sta succedendo ad Aleppo e a Damasco è evidente. Qual è il ruolo che giocano in questo scenario le varie forze? C’è da tenere presente innanzitutto che siamo di fronte a una coalizione conflittuale composta da Unione Europea, Stati Uniti, Turchia e dai sei regimi più reazionari della penisola arabica, riuniti nel Gulf Cooperation Council: Arabia Saudita, Bahrain, Qatar, Oman, Emirati Arabi Uniti e Kuwait, che sta lavorando per arginare e mettere sotto tutela le primavere arabe utilizzando come forze di “cambiamento compatibile” l’Islam politico sunnita diviso in due principali filoni: quello dei fratelli musulmani, che ha come sponsor il Qatar dove opera Al Jaziira che è stato il megafono di quella che viene chiamata rivolta siriana, ma che è semplicemente una proiezione militare di questo Islam sunnita e, dall’altra parte, quello salafita legato all’Arabia Saudita. Le forze in campo sono queste: Unione Europea, Stati Uniti, Turchia e sei regimi della penisola arabica.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Agosto 2012 12:50
 
Canterini : poliziotti sconosciuti e troppa discrezionalita' negli eventi della Diaz PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Martedì 07 Agosto 2012 06:37


Una intervista sotto molti versi scioccante,Canterini ammette e denuncia la presenza di soggetti non identificati e non allineati all'interno
delle forze intervenute alla Diaz,"agenti" non conosciuti,Questore praticamente assente,uomini allo sbando che agivano fuori da una direttiva centrale e lasciati liberi di agire secondo comportamenti discrezionali.....insomma una macedonia ,come la definisce Mineo,pero' andata a male,visto che la puzza di marcio inizia a trasparire con molta evidenza

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Agosto 2012 06:51
 
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