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Redazione AreaGenova
Rossana Rossanda: ti lascio ..caro manifesto PDF Stampa E-mail
Scritto da Megafono quotidiano   
Martedì 27 Novembre 2012 05:42

Rossana Rossanda.jpgUna lettera molto breve,, lapidaria, con cui la fondatrice del giornale comunista comunica che non collaborerà più.L'addio di Marco D'Eramo era stato nascosto in poche righe nella pagina delle lettere. Quello di Rossana Rossanda, al momento, lo leggiamo sul sito di Micromega da cui lo prendiamo. La crisi del manifesto sembra essere verticale e storica. Ci torneremo nei prossimi giorni. Intanto crediamo sia utile conoscere il tenore di queste posizioni e soprattutto la lettera di addio della fondatrice del quotidiano "comunista".

LA LETTERA DI ROSSANDA

Preso atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione del manifesto, non solo con me ma con molti redattori che se ne sono doluti pubblicamente e con i circoli del manifesto che ne hanno sempre sostenuto il finanziamento, ho smesso di collaborare al giornale cui nel 1969 abbiamo dato vita. A partire da oggi (ieri per il giornale), un mio commento settimanale sarà pubblicato, generalmente il venerdì, in collaborazione con Sbilanciamoci e sul suo sito www.sbilanciamoci.info.
Rossana Rossanda

La lettera di Halevi
Care compagne e cari compagni
Non so se avete visto l'andazzo del manifesto nelle ultime settimane. E' peggiorato ulteriormente dopo il 4 novembre. Scandalose le linee di commiato a Marco D'Eramo, quelle della redazione non quelle di D'Eramo. Consiglierei di rompere, perché non si tratta più di un collettivo ma di un manipolo che per varie ragioni si è appropriato del giornale. Anch'io me ne vado, senza alcuna lettera. E' inutile.
Un caro saluto,

Joseph Halevi

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Novembre 2012 05:50
 
L'intreccio perverso tra Evasione E Riciclaggio, una analisi di percorso PDF Stampa E-mail
Scritto da Ranieri RAZZANTE   
Martedì 27 Novembre 2012 05:27

 

L’articolo 648-bis del codice penale punisce chiunque, fuori dai casi di concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi, altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Una, anche veloce, lettura della norma ci indica alcune caratteristiche del reato: il riciclatore deve essere necessariamente un soggetto terzo (1) rispetto al reato-presupposto da cui derivano i proventi da riciclare; il reato è un reato comune, perché chiunque lo può commettere; la condotta si sostanzia nella sostituzione, nel trasferimento o nel compimento di operazioni atte ad ostacolare l’identificazione dei proventi delittuosi; la res del reato è costituita dal denaro, dai beni o dalle altre utilità provenienti da delitto non colposo. In questa sede ci si vuole soffermare sui concetti di reato-presupposto e di proventi da delitto non colposo: ciò allo scopo di comprendere se anche i reati tributari possano essere considerati “presupposto” del riciclaggio.

Il concetto di reato presupposto

L’analisi del concetto di reato presupposto del riciclaggio parte necessariamente dalle norme previste dalla Convenzione di Strasburgo sul riciclaggio dell’8 novembre 1990, modificata dalla Convenzione di Varsavia del 16 maggio 2005. Per reato presupposto s’intende, secondo quanto previsto dall’art. 1, lettera e) della Convenzione suddetta, “qualsiasi reato in conseguenza del quale si formano proventi che possono diventare oggetto di uno dei reati definiti all’art. 9 della presente Convenzione”. L’articolo 9 appena menzionato detta le caratteristiche fondamentali che devono contraddistinguere i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro previsti dagli ordinamenti degli Stati appartenenti all’UE. La lettera della Convenzione, quindi, si estende a macchia d’olio su qualsiasi reato (doloso o colposo) dal quale possano trarsi proventi da riciclare (2) .

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Novembre 2012 19:11
 
Verso gli operai dell'alcoa troppi guardano senza capire e senza farsi domande PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Lisa MInutillo   
Martedì 11 Settembre 2012 12:42

alcoa.jpgQuesto giorno inizia con la voce e i passi fra le vie di Roma per i nostri fratelli sardi dell’Alcoa.
Determinati ed in attesa di risposte che devono arrivare si recano sul posto per vedere di tenere accesa la speranza di un lavoro che non verrà rubato ma che resterà al suo posto in questa terra che è già satta messa abbondantemente in ginocchio.
Sono tutte persone con i visi segnati dal sole e usurati dal lavoro,sono persone con il profumo del mare fra i capelli,sono persone con famiglie che attendono di ricevere la certezza di una sopravvivenza elemosinata così come accade a tutti i lavoratori in questi ultimi tempi.
Riescono a giungere davanti al Ministero ma trovano come sempre la strada sbarrata,uno sbarramento che non impedisce alle loro voci ed alle loro idee di volare alte comunque.
I cori,i tamburi sardi,il rumore dei caschi che vibrano sull’asfalto e le ore trascorrono lentamente.
L’atmosfera si scalda e come sempre ci si ritrova accerchiati e spintonati, allora ci si indigna ancor di più, si cerca di far capire a chi si mette di traverso che qui ci sono solo padri e madri di famiglia una famiglia che dipende dal loro lavoro e che non riesce a stare serena data la distanza che la separa dai loro cari ma le parole cadono nel vuoto e fanno rumore , il rumore che si unisce a quello dei caschetti che continuano a scandire il tempo sui marciapiedi ma che come sempre rimangono inascoltate da chi dovrebbe non solo ascoltarle ma prenderne esempio.
Qualcuno urla,altri caricano e come sempre i lavoratori vengono anche malmenati, persone che non fanno altro che cercare di difendere un sito, il loro territorio, la loro storia la loro fonte di reddito ma tutto questo è trito e ritrito ormai per chi alla fine della giornata decide di non presentarsi nemmeno dimostrando così tutta la non serietà e l’inadeguatezza nel ricoprire un ruolo che forse non gli appartiene.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:23
 
Denuncia del Sappe : agenti a piedi e senza benzina dirigenti in maserati,Bmw e land rover,questa e' la spending Review? PDF Stampa E-mail
Scritto da Agente Furioso   
Domenica 09 Settembre 2012 20:20

 

Il SAPPE (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), si dice "seriamente sconcertato" per ''alcune determinazioni dell'Amministrazione penitenziaria che contrastano palesemente con i provvedimenti del governo'' in materia di revisione della spesa. ''Ogni giorno -spiega una nota del sindacato dei baschi azzurri scopriamo le assurdita' che caratterizzano l'Amministrazione penitenziaria''.
''Dopo la vergogna delle Maserati e delle Bmw usate per accompagnare gli'alti' dirigenti del Dap -denuncia il segretario generale del SAPPE, DonatoCapece- mentre i mezzi dei Nuclei Traduzioni sono fermi nelle officine perche' mancano i soldi per ripararli e per acquistare la benzina, dopo le decine di Land Rover costate 100.000 euro l'una per accompagnare i collaboratori di giustizia e invece distolte per portare in giro i dirigenti penitenziari, veniamo a sapere che per anni l'Amministrazione penitenziaria ha pagato 11.000 euro all'anno per acquisto di giornali e periodici nonostante la quotidiana rassegna stampa realizzata dal ministero della Giustizia''.
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Settembre 2012 20:34
 
Caro Monti lei è troppo importante, io solo una disabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Flamini (Presidente Comitato 16 Novembre Onlus)   
Sabato 08 Settembre 2012 13:37

non so se Lei avrà l'opportunità di leggere questo scritto, forse qualcuno deciderà per Lei e lo passerà direttamente nel cestino.
Spero di no.
Perché vede Sig. Presidente, Lei perderebbe l'occasione per conoscere che in questo popolo italiano per cui deve prendere decisioni importanti ci siamo anche noi, i disabili.
È vero che di noi non si parla molto, anzi chi dovrebbe proprio per niente.
È un argomento che fa paura, ma non siamo pericolosi e neppure contagiosi.
É vero che siamo quasi "invisibili", la maggior parte di noi vive prigioniera delle difficoltà.
È vero che siamo considerati un peso economico, anche se non è così.
È vero che....
Ma vede Sig. Presidente, Lei è anche il "nostro Presidente" e vorrei che sapesse qualcosa di più di noi, disabili sì, ma cittadini di questo Stato, proprio come Lei.
Vorrei che Lei provasse .....
Ma non Le voglio male, Sig. Presidente, le farei provare questo solo per un giorno, perché Lei sapesse cosa c'è veramente dietro queste parole: disabilità, non- autosufficienza, malattie degenerative, assistenza, indennità di accompagnamento e calcolo ISEE.......
Vorrei...... che Lei venisse a vedere come vive un disabile e la sua famiglia.
Vorrei .... che Lei non sapesse come pagare lo stipendio di quella badante che permette a sua moglie di uscire a fare la spesa e riposare un poco.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:26
 
Da Favia alla luce ,intravedendo Casaleggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Venerdì 07 Settembre 2012 07:02


Sarebbe da intitolare Sul facebukkone e' scoppiato il bubbone,non sono da poco i rumors e le onde che agitano un mare già poco avezzo alla calma piatta,visti gli attacchi portati senza risparmio a Grillo e al 5stelle da un circuito mediatico ben abituato a spargere fango quando il soggetto si fa scomodo.
Stavolta pero' non sono timidi marosi che frangono la spiaggia,semmai uno tsunami che si prepara all'orizzonte,motivo?
Dichiarazioni pesanti fatte fuori onda da Giovanni Favia,giovane di spicco nel movimento,impegnato da cinque anni su un fronte difficile dove non ha di sicuro lesinato buona volonta',energia e competenza.Il video allegato parla da se',direi in modo tanto esplicito da lasciare poco spazio a dubbi o dubbietti,Il Favia preso nel trappolone da uno sgamato
Gaetano Pecoraro che il mestiere di giornalista lo sa fare ,viene registrato  durante la pausa di un 'intervista e gli scappa qualche parola di troppo,intendiamoci l'argomento non era sconosciuto , non facciamo finta di scandalizzarci,che casaleggio avesse messo le redini sul movimento lo si ipotizzava da tempo,la conferma pero' la danno le dichiarazioni rubate  appunto al buon Favia riprendendo a tradimento il suo sfogo .

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:26
 
L'Iran di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferdinando Imposimato   
Lunedì 27 Agosto 2012 10:48

L'Italia sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare piu' di ogni altro paese. Essa, infatti, pur non disponendo di armi atomiche, ospita ad Aviano e a Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 5 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani. Cio' in base ad un accordo segreto siglato dal governo italiano. L'Italia rappresenta percio' un obiettivo nucleare dei nemici dell'America e quindi di Teheran.

L'Europa, che dovrebbe svolgere un ruolo di mediazione, e' in crisi profonda. E non e' in grado di porre un argine all'unilateralismo dell'America e alla sua determinazione a sferrare una nuova guerra preventiva contro l'Iran. Gli Stati Uniti hanno portato avanti una politica imperiale con la presunzione di essere invincibili. E stanno creando le premesse per una guerra che sarebbe devastante per l'Europa e in primo luogo per l'Italia.

Oggi e' tempo di iniziative concrete da parte dell'Europa. Che deve agire per risolvere la crisi mediorientale.

Chiedo di raccogliere la mia flebile voce in favore di una pace giusta e della concordia tra le genti. E di spingere per l'avvio di una trattativa tramite le Nazioni Unite per la pace in medio oriente. L'Europa deve attuare una sua politica alternativa all'America evitando di seguirla nelle sue avventure militari di espansione.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Agosto 2012 10:53
 
Ricordi d’infanzia e di acciaierie…ovvero da Genova a Taranto passando per L'ilva PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Parodi   
Mercoledì 15 Agosto 2012 12:46

Solidarietà da una genovese ai tarantini che lottano per un ambiente sano

ilvaNon sono mai stata a Taranto, ma sono nata 40 anni fa a Cornigliano (Genova) e lì ho vissuto per oltre 20 anni, davanti alla mostruosa acciaieria, che ha distrutto per sempre un quartiere che all’inizio del secolo scorso era tra le più rinomate località balneari della Liguria.

Ero solo una bambina o un’adolescente poco consapevole, ma ricordo bene le lotte delle donne di Cornigliano per porre un limite al mostro che si mangiava le nostre vite. Ricordo i tanti giorni in cui si respirava una puzza acre e si dovevano tenere chiuse le finestre, ricordo la polvere nera, grigia, rossastra, che si posava ovunque, sulle persiane, sui vetri, sul bucato e i sui nostri polmoni. Per protesta si appendevano le lenzuola bianche alle finestre e in breve tempo diventavano grigie di veleno. Allora non c’era internet e se il benzene aveva sforato i limiti di decine di volte, si veniva a saperlo (mica sempre) dopo mesi e mesi che l’avevamo già respirato… Ricordo i botti delle esplosioni, e le nuvole di fumi che si levavano immense, illuminate dalla luce arancione industriale; mio padre mi spiegava che i fumi peggiori però erano quelli che non si vedevano, che uscivano di notte. Mio padre per un periodo aveva lavorato a quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva): per sua fortuna lavorava negli uffici, ma qualche volta era entrato nella zona di lavorazione e raccontava che sembrava di essere arrivati all’inferno. Mio padre ogni estate cercava di portarci via per respirare un po’ di aria sana almeno qualche mese all’anno. Andavamo in affitto in un modesto appartamento in campagna in Piemonte e quando arrivava settembre e dovevamo tornare a casa io e mia sorella piangevamo. Mio padre è già stato operato per due tumori, magari il benzene non c’entra, ma chi lo saprà mai?…

 
Caro signor Passera ci dica..... PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Rita D'Orsogna   
Martedì 14 Agosto 2012 22:50

Maria Rita D'Orsogna.jpgCaro signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.
Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
E la gente dove deve andare a vivere di grazia?Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare?Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?
Ci dica.
Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
Vorrei tanto sapere dove vive lei.
Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.
Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.
Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so.
Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.
E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Novembre 2012 08:30
 
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