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Redazione AreaGenova
Gerrmania vs Stati Uniti e l' euro Antitedesco PDF Stampa E-mail
Scritto da Rivista Indipendenza   
Venerdì 29 Giugno 2012 21:50


Debito tedesco peggiore di quello italiano: 2.042 miliardi nel primo trimestre del 2012. Al massimo storico. Lo dice l'Ufficio federale tedesco di statistica Destatis che avverte: le casse statali non potranno far fronte ad un aumento degli interessi derivanti dagli eurobond. Tutto l'apparato pubblico (dai comuni ai land allo Stato federale) soffre dell'indebitamento, che graverà quest'anno, per 35 miliardi di interessi, sui suoi cittadini.
Ben al di sopra di quello italiano, quindi, con il nostro paese maggiormente penalizzato rispetto alla Germania per il peggioramento costante e progressivo del costo della vita, i salari bassi, una tassazione eccessiva delle imprese che si sta ripercuotendo molto negativamente sull'economia reale.
Secondo il quotidiano tedesco Bild, i tedeschi non è che non vogliono gli eurobond, semplicemente non se li possono permettere. Considerando che i principali mercati d'esportazione delle merci tedesche sono in Europa, non è peregrino prevedere che il Pil tedesco, sinora in attivo grazie alle esportazioni sostenute dalla moneta unica e da un'economia forte, risentirà delle contrazioni e del calo dei consumi interni nei paesi soggetti alle mannaie fondomonetariste euroatlantiche. L'alto tenore di vita tedesco, peraltro in questi anni in decrescita, rischia di essere fortemente ridimensionato. Altro che i 100 milioni di Volkswagen Golf da vendere per ripianare il debito.
 
SFERRATO VIOLENTO ASSALTO ALLA CROCE ROSSA,Monti ci dica se questa e' l'Italia del rigore che ci aveva promesso PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marco Comellini   
Venerdì 29 Giugno 2012 01:34

 

dichiarazione dei deputati radicali Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni e di Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm)
"Solo due giorni fa abbiamo plaudito alla serietà con cui il Consiglio dei ministri presieduto dal Prof. Monti aveva opportunamente deciso di accantonare il provvedimento di riordino della Croce Rossa.
Oggi in assenza del Presidente Monti il Consiglio dei ministri si è riunito nuovamente ed ha approvato lo schema di decreto sulla riorganizzazione della CRI.
Non ci risulta in alcun modo che il termine del 30 giugno per l'esercizio della delega sugli enti vigilati dal Ministero della salute sia stato prorogato e quindi il parere delle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto, che verrà richiesto dal governo alle camere, non potrà e non dovrà essere dato a termine già scaduto.
In altre parole si sta ripetendo la stessa medesima situazione di illegalità che noi avevamo segnalato lo scorso dicembre 2011 in relazione all'esame di un analogo atto di governo (424), e che ha quindi impedito al Governo e al Presidente della repubblica di promulgare il decreto legislativo oltre il termine perentorio stabilito dalla legge delega.
A questo punto non possiamo far altro che appellarci al senso della legalità e delle istituzioni di coloro che saranno chiamati a esprimere i richiesti pareri e a chi poi sarà chiamato a "promulgare" un atto illegittimo."
 
Violante parla come se fosse un allievo di Berlusconi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Criscenti   
Giovedì 28 Giugno 2012 13:01

Paura dell'indagine sulla trattativa Stato - mafia?

Luciano Violante, dopo aver costruito la sua carriera politica sul giustizialismo sfrenato, oggi (o, meglio, da qualche anno, forse da quando ha cominciato ad assaporare l'idea di salire al Quirinale) sembra un allievo di Silvio Berlusconi.

Probabilmente, è preoccupato per il proseguo delle indagini sulla trattativa Stato - mafia.

In un'intervista rilasciata a ''Il Foglio'', critica duramente il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ed elogia il garantismo (cioè quello che lui, in politica, non ha mai posseduto).

''Falcone se non apriva fascicoli, era perchè sapeva che certe cose sono indimostrabili e non appartengono al lavoro del magistrato, ma piuttosto a quello dello storico o del polemista.  Falcone seppe resistere alle sirene dei giornali, e persino dei politici come Leoluca Orlando, che lo spingevano 'a osare di più'. Non tutti i magistrati hanno quella tempra. Il processo penale  non è un fatto di opinione pubblica''.

Un messaggio - neppure tanto velato - rivolto ad Ingroia: una sorta di invito a non perdere tempo su cose che non si possono dimostrare in dibattimento.

E se invece, al contrario, Violante - che pare abbia avuto forti vuoti di memoria, come tanti suoi colleghi - fosse preoccupato proprio dei possibili risultati che Ingroia, Nino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene potrebbero raggiungere e dimostrare in un'aula di Tribunale?

Riflettete sul perchè Luciano Violante, in un momento delicatissimo, sceglie - su ''Il Foglio'' - di attaccare Ingroia.  Un intervento disinteressato? Non credo proprio!

 
CASA DEI RIFORMISTI CON CASINI? NO, NON VOGLIO MORIRE DEMOCRISTIANO!. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Pascale   
Mercoledì 27 Giugno 2012 09:47

 

Mario Michele Pascale.jpgApprendo, dalle fonti della comunicazione istituzionale del PSI, che è in corso un “allineamento” tra il partito socialista e L’Udc di Casini. Il nostro segretario nazionale, Riccardo Nencini, plaude ad una “alleanza tra riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici liberaldemocratici di Pierferdinando Casini.” Mi sfugge, anzitutto, l’esistenza dei “cattolici-liberal-democratici”, chi essi siano e come facciano a servire ben tre padroni diversi contemporaneamente. Quel che vedo in Italia, intorno a Casini, è un mondo cattolico conservatore, legato a stretta mandata alle gerarchie vaticane che, in termini di diritti civili, laicità dello stato e visione dell’economia, è lontano anni luce dalla sensibilità e dalla pratica politica socialista. In secondo luogo mi crea un forte imbarazzo collocarmi nel solco del socialismo europeo e contemporaneamente “abbracciare” la fede cattolica quando, in Europa, la contrapposizione politica tra popolari e socialisti è molto forte. In terzo luogo mi perplime ancor di più il fatto che il nostro segretario voglia “portare a Bruxelles” la proposta; sarebbe, più o meno, come portare un cattolico osservante al gay pride…
Premetto che Riccardo Nencini, come nostro segretario, ha un compito arduo; il partito è piccolo, gracile e non sempre è facile governarlo. Premetto, anche, che finchè sarà il nostro segretario avrà il mio rispetto. Ma questo non può giustificare sempre tutto. Il rispetto per il “capo”, specie quando è pro tempore ed in scadenza di mandato, non può e non deve nuocere al partito, preso nel suo insieme, e al socialismo inteso nella sua globalità. Io credo che l’inciucio con Casini, la famosa “casa dei riformisti” nella versione di Nencini o “patto tra moderati e progressisti”, nella versione del leader cattolico, sia un’unione contro natura. Il “compromesso storico” lasciamolo ad altri. Del resto, in passato, lo abbiamo sempre scansato come la peste.
 
PAOLO BECCHI - ATTENZIONE: NUOVE IDIOZIE IN ARRIVO! PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio Messora   
Giovedì 21 Giugno 2012 23:58

Dopo avere smascherato le vecchie stupidaggini da terrorismo mediatico, ora tocca sorbirsi le nuove: uscire dall'euro non sarebbe più una catastrofe monetaria, tutt'altro. Ora, secondo il Corriere, sarebbe una catastrofe politica!

 
RipuliAmo GeNova,cena beneficenza per l'emilia colpita dal terremoto PDF Stampa E-mail
Scritto da Margherita Mereto Bosso   
Lunedì 18 Giugno 2012 21:21

Margherita Mereto BossoL'Associazione RipuliAmo GeNova, nata dalla grande partecipazione che ha visto coinvolti nell'attività di volontariato a sostegno della città duramente provata dall'alluvione ben più di 500 ragazzi e ragazze sotto questa sigla, al tempo già attiva come Gruppo Organizzato di Volontari, continua la sua opera di Volontariato Attivo organizzando, in collaborazione con l'Associazione Figgi do Zena, supporters Genoa che festeggerà in tale occasione i 17 anni di attività , una grande cena di beneficenza nel piazzale di fronte alla Sala Chiamata del Porto, a sostegno della raccolta fondi promossa dai soci della Culmv per sostenere le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto degli scorsi giorni.
L'appuntamento è per SABATO 23 GIUGNO alle ore 20.00 nel piazzale antistante la Sala Chiamata del Porto.
Ottima musica live ed un menù tutto emiliano, dall'antipasto al dolce, che verrà servito ad un costo accessibile, solo 15 €, affinchè la beneficenza non sia un onere e alla cena possano aderire tutti i genovesi che vogliano impegnarsi per questa causa.Il ricavato della serata verrà convertito in beni necessari alle popolazioni emiliane colpite dal recente terremoto, osservando con cura le segnalazioni ufficiali che di giorno in giorno giungono dall'Emilia.La cena è esclusivamente su prenotazione, al costo di 15 € a persona, e per effettuare le prenotazioni è necessario contattare l'Associazione all'indirizzo email ripuliamogenova@gmail.com entro e non oltre il 20 giugno."Abbiamo creato l'Associazione per proseguire nella formazione di un gruppo di Cittadini Attivi che risponda non solo alle emergenze ma che possa costantemente contribuire al miglioramento della città e alla creazione di un vero e forte senso civico nei cittadini" spiega Margherita Mereto Bosso, Presidente dell'Associazione, lasciando proseguire Yurick Balbo e Alice Barbieri, gli altri co-fondatori di RipuliAmo GeNova: "L'idea è sempre stata quella di andare oltre all'emergenza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Giugno 2012 21:29
 
Giuseppe ,vittima del lavoro che non c’è PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Lunedì 18 Giugno 2012 21:14

Intervista a Tiziana Marrone, vedova dell’artigiano che il 28 marzo si diede fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate in via Nanni Costa a Bologna.

di Luchino Galli, blogger e mediattivista.

L’Italia è segnata dalla crisi economica e dai suicidi, oltre 1000 solo nel 2011, di lavoratori e imprenditori che ne sono stati travolti. Come fronteggiare questa drammatica emergenza sociale?

E’ una crisi che NON abbiamo voluto Noi italiani, ma una crisi che ha creato un Sistema sbagliato, che ha pensato solo ed esclusivamente alla classe politica, ai loro agi, a tutti i “manini” fatti in questi anni a Loro favore, a leggi sbagliate che sono servite solo a danneggiare la Nostra nazione! A questo proposito, credo che sia opportuno che la classe politica faccia delle rinunce, che si metta la mano sulla coscienza e che inizi a pensare a quelli che sono i VERI interessi di questo paese, che inizi a fare delle leggi che diano possibilità all’economia di ricominciare a girare, che dia possibilità agli imprenditori di investire, per far crescere le fabbriche e creare posti di lavoro. Che dia delle possibilità ai piccoli imprenditori e agli artigiani, che sono (erano, visto che chiudono tutti) la colonna portante di questo paese, di cui però il nostro Sistema ha pensato bene di non tenere conto. Il nostro Sistema, con le tasse che chiede, ha distrutto questo paese, la gente non ce la fa più, la gente ha paura, la gente non sa più come fare per andare avanti.

Tiziana, Lei ha dichiarato: “Giuseppe è una vittima del lavoro che non c’è, ma anche il bersaglio di uno Stato che non ascolta e sa solo chiedere”, “i nostri mariti sono morti di Stato, non hanno scelto di morire: qualcuno ha lasciato loro una sola scelta”. Cosa chiede alle Istituzioni?

Io, in quanto vedova, che grazie a questo Sistema si ritrova nei guai pur non avendo commesso nulla, chiederei alle Istituzioni di fare meno chiacchiere e agire in modo da fare qualcosa per le persone in difficoltà, come lo sono io oggi. Come me, ci sono altre donne che hanno figli, figli che sono rimasti senza un padre, grazie ad un Sistema che li ha portati all’esasperazione, arrivando a togliersi la vita per DIGNITA’. Una dignità che Loro NON hanno.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Giugno 2012 21:19
 
GENOVA NON È FINITA.APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Giugno 2012 10:52

Ascanio Celestini.jpgLa gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.
Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.
Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.
E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.
Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.
Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.
Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001
FIRMA http://www.10x100.it/?page_id=19

 
LA FIOM CONTRO IL VIOLENTO INTERVENTO DALLE FORZE DELL’ORDINE A BASIANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 12 Giugno 2012 09:55

E’ per noi inaccettabile che le forze dell’ordine intervengano con la forza per disperdere un presidio di lavoratori, come è accaduto questa mattina a Basiano.Tanto quanto è inaccettabile che il bisogno disperato di un’occupazione venga utilizzato dai padroni per mettere l’uno contro l’altro i lavoratori.

I 90 che davanti ai cancelli della Galtico sono stati violentemente caricati dai carabinieri sono stati licenziati per essere sostituiti da altri disposti a lavorare per un pugno di euro e in condizioni peggiori.

Alla barbarie della prassi del “minor costo possibile” che ormai dilaga, questa mattina si è sommata la decisione  - altrettanto barbara e che non vogliamo diventi prassi - di risolvere a suon di manganelli e lacrimogeni una vertenza.

Siamo con chi lotta a difesa del proprio posto di lavoro, ci battiamo per impedire che l’arma del ricatto, della “guerra tra poveri” sia strumento di dominio nei luoghi di lavoro e non permetteremo che i presidi davanti o dentro le aziende vengano considerati un problema di ordine pubblico, da risolvere con le botte.

Milano, 11 giugno 2012

 
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