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Home L'opinione
OPINIONI
Il Siulp critico contro usi paventati e indebiti dell'esercito nell'ordine pubblico PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Mercoledì 16 Maggio 2012 10:41

Sarebbe scontato sottolineare  il momento sia di quelli in cui fare errori apre spazio a pericolose deviazioni del percorso democratico,puo' non accorgersene un alveo politico infettato dagli interessi clientelari,puo' essere usato altrettanto clientelarmente da una Camusso che vede sempre piu' compagni abbandonare una cgil ormai destinata a essere sempre meno rappresentativa sul piano sindacale,non e' assolutamente sottovalutato dalla stragrande maggioranza degli italiani seri che magari non hanno ambiti di visbiilita' altrettanto forte ma che hanno compreso quanto l'aprire spazi sbagliati ,a usi indebiti dell'esercito rappresenti un primo passo nel far cadere ogni fiducia nelle istituzioni e inasprire in modo irreversibile i confronti.
la Cancellieri potra' anche avere un curriculum di tutto rispetto sul piano operativo,non ha pero'evidentemente il senso politico della situazione , tantomeno dovrebbe con assai scarsa prudenza aprire a spazi di decisioni marcatamente politiche all'interno di un governo tecnico non legittimato a farlo e appunto si e' smarcato sin dal suo insediamento da equivoci in tal senso.Riporto il comunicato del siulp,sindacato di polizia che non esita a sottolineare evidenti criticita' che magari la Cancellieri farebbe bene quantomeno ad approfondire,anche se nessuno e' tanto ingenuo da pensare le ignori.Altrettanto criticamente si invita Maccari del Coisp,molto avezzo a uscite provocatorie,spesso anche di peso e non aliene a essere prese in considerazione sotto profili disciplinari,direi quella sui lacrimogeni in parlamento parli per tutte,a ritornare nei meandri della ragionevolezza,seppur gli si voglia concedere giustificante nel suo cercare visibilita' all'interno di posizioni da lui a torto o ragione ritenute da riportare entro dimensioni  ben delineate di confine
Non puo' altresi' esimersi dal trascurare che Ferrero e' un soggetto Politico e referente che non puo' evitare  dichiarazioni che comportino dibattito e produzione nell'esercizio della sua funzione ,sarebbe ben contraddittorio come segretario di partito se rimanesse a guardare senza schierarsi e senza sottolineare quelle che lui ritiene delle criticita'.L'esercizio della contrapponenza e della concorrenza sin dall'alba delle prime democrazie ne hanno garantito la sopravvivenza ,al contrario le posizioni alla Maccari diventano critiche proprio verso il processo se puntano all'oltranzismo del castigare l'espressione politica entro penalita' giudiziarie che di sicuro non convengono se non a chi interpreta in modo esclusivamente repressivo l'esericizio delle opinioni diverse anche se indubbiamente nel caso di Ferrero sono state Forti

 
Paolo Ferrero : Apriamo il confronto nel rispetto delle differenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Ferrero   
Mercoledì 11 Aprile 2012 23:51

Il Manifesto per un nuovo soggetto politico pubblicato qualche giorno fa, ha il merito di aver aperto il dibattito su un problema politico intorno al quale di arrovelliamo e ci dividiamo da anni. Ne sono indice le reazioni di De Magistris, Castellina, Rossanda e altri, di cui condivido gran parte delle critiche. Non ritengo però che i dissensi debbano oscurare la necessità di discutere del problema centrale posto dal manifesto stesso.
Innanzitutto a me pare necessario costruire un nuovo spazio pubblico della democrazia, che si ponga l’obiettivo di diffondere il potere e non di concentrarlo. Così come ritengo necessario costruire un nuovo soggetto politico – di sinistra – che metta l’accento sull’inclusione, sulla struttura confederale e non piramidale. Ovviamente ritengo necessarie anche tante altre cose: che nell’attuale furibonda lotta di classe scatenata dall’alto occorra schierarsi da una parte; che occorra dar vita ad una soggettività politica che si opponga al neoliberismo con l’obiettivo di uscire da sinistra dalla crisi; che occorre rovesciare il disegno costituente del governo Monti dando vita ad una opposizione costituente.

 
Il rock è morto? Non so, ma io non mi sento molto bene… PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Milan   
Lunedì 30 Gennaio 2012 21:05

Eva MilanQualche tempo fa un articolo di Gino Castaldo dal titolo “Il silenzio del Rock. Questa volta è finita davvero” ha suscitato molte polemiche soprattutto da parte di chi sa che esiste un circuito indie vivo e vegeto, usando come argomento di contestazione all’articolo il fatto che oggi la musica viaggia attraverso il web e modalità “altre”, indipendenti dal circuito mainstream e dalle logiche di mercato tradizionali a cui Gino Castaldo resta affezionato. Questo è un argomento inconfutabile, che però non mi impedisce di vedere, più che la morte, un malanno del rock da un altro punto di vista, trovandomi agli antipodi rispetto al terreno in cui si muove Castaldo, ovvero dalla prospettiva “underground”, quel laboratorio sociale esperienziale da cui tutto dovrebbe nascere ed evolvere.

Personalmente (ingenuamente?) parto sempre dall’idea che il rock è “vivo” e soprattutto è “sano” quando esiste come fenomeno sociale e si nutre di un fermento dal basso verso l’altro, e in quanto tale non può essere rinchiuso entro un meccanismo di mercato, mainstream o "indie" che sia, che al contrario determina cultura di massa dall’alto verso il basso.

Che oggi la cultura rock si limiti a un fenomeno di mercato che esercita la sua influenza dall’alto verso il basso è un fatto, se non ovvio, facilmente constatabile guardando al funzionamento dei circuiti live, ormai completamente accentrati in mano a grandi gruppi organizzativi.

 
Chiacchierata con Mariano Ferro (Movimento dei Forconi) PDF Stampa E-mail
Scritto da Tony Troja   
Venerdì 27 Gennaio 2012 13:08

Ne abbiamo viste, lette e sentite tante su questo Movimento dei Forconi che abbiamo voluto incontrare Mariano Ferro per fargli qualche domanda. Scusate la qualità del video e dell'audio ma abbiamo fatto tutto in fretta per fare arrivare questo video il prima possibile. Prossimamente anche parti singole di questo video. In qualità migliore.E scusate soprattutto quel pappagallino che non dorme mai.

 
Forconi si,forconi no ,ma quanto veleno dagli altri italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Domenica 22 Gennaio 2012 14:40

Apro con le parole di una donna siciliana ,Angela Rizzo ,che stimo e che dubito proprio qualcuno gli possa addebitare di essere fascista o strumentale verso poteri e opportunismi,direi condensino e sintetizzino con efficacia la situazione.
"Ai siciliani non manca il coraggio e lo hanno sempre dimostrato. Ai siciliani manca l'appoggio di tutti gli italiani. Ed e' stato ampiamente dimostrato in questi giorni. In questi giorni ho visto la rabbia dei pescatori, l'amarezza degli agricoltori, la disperazione dei precari, la tristezza degli studenti, l'avvilimento dei disoccupati ecc. MENTRE GLI ITALIANI hanno visto solo MAFIA."
Parole dure indubbiamente ma a cui non si puo' negare accesso veritiero e frontalmente disarmante sul decorso attuale degli eventi.Iniziamo col dire che il movimento dei forconi non e' ne' finito ne' soddisfatto nelle sue richieste,si sta confrontando all'esterno con le istituzioni come all'interno in una serie di confronti e ci mancherebbe altro che mancassero.
Sarebbe un po' utopistico pretendere che diversi soggetti impegnati su un fronte ,con un loro bagaglio di esperienze e percorsi personali assai disomogenei  si trovassero pienamente concordi su tutte le idee e direzioni.Non e' un male che ci si confronti.Sempre lo si faccia seguendo spazi  di interessi comuni,magari difendendo con passione le posizioni.

 
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