utenti online

 20 visitatori online

Statistiche

Utenti : 12760
Contenuti : 2830
Link web : 1
Tot. visite contenuti : 2637326
Home L'opinione
OPINIONI
In un intorno di Lucio Magri PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Mercoledì 28 Dicembre 2011 01:37

Ho conosciuto, molto bene, il defunto compagno Lucio Magri. Personalmente ebbi il privilegio di incontrarlo nella fase di sperimentazione dell'allora movimento della rifondazione comunista (ancora prima che si costituisse il partito).

Ritengo di dover esprimere una forte autocritica rispetto alle motivazioni politiche che si interposero, come purtroppo accade frequentemente, come una tagliola anche sui nostri rapporti umani. Ritengo, con la luce dell'oggi, mai esaustiva, tuttavia, che egli avesse visto giusto nelle ragioni dell'uscita da rifondazione comunista, e che il suo progetto fosse solo tatticamente un percorso di distacco dalle ali del comunismo rifondarolo del mai troppo infausto duo bertinotti-cossutta.

In realtà in tutta la tarda produzione teorica di Magri si riscopre la riscoperta rinascimentale dell'uomo, disattesa dai nostri professionisti della radicalità (tutti di estrazione borghese).

Sinceramente quando evinco che gli eredi di quella politica che si contrappose ai Magri, alla Salvato, a Nerio Nesi, tanto per citare alcuni giganti, è oggi incarnata dai Rizzo, dai Ferrero,  dal solone rococò di nome Vendola, e, ultimo ma non ultimo, dal tribuno Ferrando, comprendo che l'elemento mancante è l'uomo. Questi signori dell'orda asteroidale dell'ultimo comunismo italiano hanno mangiato l'uomo e ne hanno fatto simulacro dell'obbedienza, quasi sacrale, al piccolo leader (in omaggio allo scomparso "caro leader"). I piccoli leader sono oggi alla carica dei loro sconcertanti partiti, medievali vassalli, armati di ferro e in lotta con altrettanti vassalli, parimenti feroci e ambiziosi.

Magri ha cercato compituamente una soluzione armonica a questa degenerazione, senza trovarla, perchè non c'è. Vi è solo una ricerca operativa dinnanzi a noi che del marxismo dovrebbe salvare unicamente il metodo e quindi gettare tutto, anzi bruciarlo, perchè gli abiti contaminati non infettino le future generazioni.

 
L'anarchismo contemporaneo e un randagio di paese PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Martedì 27 Dicembre 2011 06:50

Luca PasturaQuando in agosto correvo lungo le brulle stradine della provincia calabrese, ogni mattina, un piccolo bastardino mi seguiva, felice unicamente del non essere preso a calci, della tolleranza, financo simpatia che nutrivo verso di lui. Sono stato rincuorato nel ritrovarlo di nuovo, in questi gironi neri di festa neo pagana, cresciuto, sempre randagio.

Questo piccolo cane ha trovato la via per sopravvivere. E una stagione non è poco per tali animali. Ha maturato esperienza ed è più fiero di prima, consapevole di un fine. Un randagio non sceglie, si fa scegliere, si adatta come una pietra levigata di lago al suolo. Ecco! Guardandolo mi sono detto: questa è l'anarchia.

Sbaglia chi crede che l'anarchismo sia un processo di scelta decisionale attivo. Esso è, viceversa, l'adattarsi alla nequizia di un sistema più forte dell'individualità, facendo leva, per rovesciare i rapporti di forza.

 
Rifondazione allo sbando e i conformismi dell'etica PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Domenica 18 Dicembre 2011 13:05

Luca PasturaDue settimane fa avvisai l'attuale segreteria politica nazionale di Rifondazione Comunista di essere disponibile ad aiutare il partito che ho contribuito a fondare, e da cui sono uscito, in polemica da anni, nelle scelte strategiche di medio termine. Naturalmente non vi è stata risposta alcuna. La morte di Lucio Magri è il simbolo di un'eutanasia politica che la segreteria Bertinotti ha iniziato con una strategia precisa di annientamento delle chiavi simboliche del partito, e, più concretamente, della linea ideologica.

Fino alla segreteria Garavini alcuni gruppi di potere trasversale erano recisi dall'influemento del CC. Mi riferisco, al movimentismo anarchico, dei centri sociali e dell'associazionismo non violento. Il colpo di stato, diretto e guidato da Cossutta, poneva, in una storica riunione, all'hotel Ergife di Roma, alla testa della segreteria politica chi avrebbe modificato il disegno originario della nascita del partito, ponendo le basi per una condizione di apparentamento politico con l'allora PDS, in posizione subalterna e pro-governo.

Il male prodotto dagli sciamani bertinottiani è riassunto dalla costruzione continua di un meccanismo fideistico nel quale le sezioni direttive e periferiche divennero le sedi clericali delle messe cantate all'amatriciana, in cui lo spazio politico veniva costantemente occupato da quello che io definisco l'operaismo becero militante sostenuto da una generazione di studenti medi  priva di critica e avanguardia.

 
EQUITALIA: NON ESPRIMO NESSUNA SOLIDARIETA’ PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Pascale   
Sabato 10 Dicembre 2011 18:50


Mi dispiace, ma non ce la faccio proprio ad esprimere solidarietà ad Equitalia.
Posso comprendere che i singoli “esattori”, i pesci piccoli, altro non siano che poveri disperati che, pur di lavorare, accettano di succhiare il sangue altrui. Più inguaiano gli altri e, magari, più riescono ad andare avanti.
I dirigenti, però, sono parte integrante delle strategie aziendali, le condividono, sorvegliano il lavoro altrui, lo indirizzano verso una maggiore funzionalità ed efficacia.
Se possiamo discutere sull’innocenza o meno dei primi, è indubbia la colpevolezza dei secondi.
Dopo l’esplosione del pacco bomba alla sede romana di Equitalia, Mario Monti si è affrettato a dichiarare che “l’istituto lavora per il bene dello stato”. Mi verrebbe da chiedergli qual’è, secondo il suo illuminato giudizio, il “bene dello stato”. Imprenditori in difficoltà che vengono definitivamente affossati? Privati cittadini che si vedono pignorare casa ed auto senza pravviso? Pensionati, padri e madri di famiglia che devono fare ulteriori debiti, magari usurari, per poter chiudere le pendenze con Equitalia?Possibile sia questo “il bene dello stato”

 
Sen Belisario : iniqua ed inaccettabile l'esenzioni degli edifici commerciali ecclesiastici dall'Imu PDF Stampa E-mail
Scritto da Sen. Felice Belisario   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 15:31

La manovra varata dal governo Monti è sicuramente rigorosa, ma si attiene troppo alle indicazioni che il precedente esecutivo aveva inviato all’Unione europea e che l’Italia dei Valori aveva avversato duramente. Invece, fermo restando che i saldi finali devono restare invariati, se non addirittura migliorati, voglio cominciare da oggi una serie di post sul mio blog in cui indico quale dovrebbe essere la direzione che il governo dovrebbe prendere e su cosa noi punteremo con i nostri emendamenti per migliorare la manovra avanzando, e di molto, sul terreno dell’equità pur mantenendo il rigore. Alla fine tireremo le somme ma, lo diciamo con chiarezza, se la manovra resta sostanzialmente questa, non potremo approvarla.
Il primo punto, e lo dico da cattolico, è relativo alla reintroduzione dell’Ici (o Imu, come si chiamerebbe ora) sugli edifici della Chiesa non utilizzati a scopo di culto. Ovviamente nessuno vuole toccare parrocchie o oratori, Parlo solo ed esclusivamente di locali di proprietà della Chiesa con scopi commerciali come alberghi, negozi, ristoranti, cinema.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 38