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Home L'opinione
OPINIONI
EQUITALIA: NON ESPRIMO NESSUNA SOLIDARIETA’ PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Pascale   
Sabato 10 Dicembre 2011 18:50


Mi dispiace, ma non ce la faccio proprio ad esprimere solidarietà ad Equitalia.
Posso comprendere che i singoli “esattori”, i pesci piccoli, altro non siano che poveri disperati che, pur di lavorare, accettano di succhiare il sangue altrui. Più inguaiano gli altri e, magari, più riescono ad andare avanti.
I dirigenti, però, sono parte integrante delle strategie aziendali, le condividono, sorvegliano il lavoro altrui, lo indirizzano verso una maggiore funzionalità ed efficacia.
Se possiamo discutere sull’innocenza o meno dei primi, è indubbia la colpevolezza dei secondi.
Dopo l’esplosione del pacco bomba alla sede romana di Equitalia, Mario Monti si è affrettato a dichiarare che “l’istituto lavora per il bene dello stato”. Mi verrebbe da chiedergli qual’è, secondo il suo illuminato giudizio, il “bene dello stato”. Imprenditori in difficoltà che vengono definitivamente affossati? Privati cittadini che si vedono pignorare casa ed auto senza pravviso? Pensionati, padri e madri di famiglia che devono fare ulteriori debiti, magari usurari, per poter chiudere le pendenze con Equitalia?Possibile sia questo “il bene dello stato”

 
Sen Belisario : iniqua ed inaccettabile l'esenzioni degli edifici commerciali ecclesiastici dall'Imu PDF Stampa E-mail
Scritto da Sen. Felice Belisario   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 15:31

La manovra varata dal governo Monti è sicuramente rigorosa, ma si attiene troppo alle indicazioni che il precedente esecutivo aveva inviato all’Unione europea e che l’Italia dei Valori aveva avversato duramente. Invece, fermo restando che i saldi finali devono restare invariati, se non addirittura migliorati, voglio cominciare da oggi una serie di post sul mio blog in cui indico quale dovrebbe essere la direzione che il governo dovrebbe prendere e su cosa noi punteremo con i nostri emendamenti per migliorare la manovra avanzando, e di molto, sul terreno dell’equità pur mantenendo il rigore. Alla fine tireremo le somme ma, lo diciamo con chiarezza, se la manovra resta sostanzialmente questa, non potremo approvarla.
Il primo punto, e lo dico da cattolico, è relativo alla reintroduzione dell’Ici (o Imu, come si chiamerebbe ora) sugli edifici della Chiesa non utilizzati a scopo di culto. Ovviamente nessuno vuole toccare parrocchie o oratori, Parlo solo ed esclusivamente di locali di proprietà della Chiesa con scopi commerciali come alberghi, negozi, ristoranti, cinema.

 
Mi indignano le parole dell'onorevole Pepe sul vitalizio PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marco Comellini   
Venerdì 02 Dicembre 2011 19:41

Mi indignano le parole dell’onorevole deputato Mario Pepe che ho letto in alcune agenzia di stampa in merito alla questione relativa al vitalizio di cui godono i parlamentari.
Pepe, pidiellino di elezione, passato dai responsabili al gruppo misto e poi dallo scorso 5 luglio al "Misto Repubblicani Azionisti" ha preso parte alla trasmissione la "Zanzara" su Radio 24 e quando il conduttore della trasmissione gli ha domandato «Ma lei ha bisogno della pensione per sopravvivere?» il deputato ha risposto «Sì, certo. Sarei in difficoltà. Se toccassero il mio vitalizio sarei in difficoltà. Facevo il medico e faccio il parlamentare da 12 anni. Prenderei solo una pensione da 1200 euro al mese. Una miseria. Tra pochi giorni compio sessant'anni - ha spiegato Pepe - e chiusa questa legislatura avrò diritto al vitalizio, dopo tre legislature poco più di tremila euro. Ma c'e' un clima giacobino contro i vitalizi, soprattutto da parte dei parlamentari al primo mandato che vorrebbero tagliare anche quelli del passato.». Pepe incalzato insiste nella sua tesi «Si ricordino che la vita del parlamentare e' breve, mentre la vita delle istituzioni sfiora l'eternità. Distruggono il decoro delle istituzioni. Cosi' si rendono i parlamentari schiavi del bisogno. Invece dei vitalizi, si intervenga sul numero dei parlamentari.».

 
I contrappunti doverosi da porre innanzi al compagno Rizzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Domenica 20 Novembre 2011 13:57

Le ultime posizioni politiche del compagno Rizzo qualche ombra  a mio parere la gettano quantomeno nei  meriti della classe dirigente, che si definisce radicale e comunista, ma nelle concretezze dell'analisi distante dalla comprensione delle dinamiche di economia politica, che pure, per un marxista dovrebbero essere acquisite.
Supponiamo per un secondo solo di spostarci nella dimensione  dell'ex parlamentare e parlamentare europeo rizzo (con prebende e pensioni parlamentari al seguito).
L'Italia esce dall'Europa, questo significa ritorno a una moneta nazionale, per esempio ritorno alla lira. La prima domanda è: per quale motivo l'Europa dovrebbe continuare ad acquistare i nostri titoli?
Conseguenza diretta sarebba il pagamento degli interessi economici sulle transazioni finanziari attive, e quindi un aumento matematico del debito, la necessità conseguente, da parte dello Stato, di mettere in circolo nuova carta moneta e un innalzamento esponenziale dell'inflazione.
L'innalzamento dell'inflazione determinerebbe l'acuirsi del potere reale d'acquisto dei salarati con conseguente aumento della speculazione fondiaria e patrimoniale da parte dei ceti abbienti, dei latifondisti, dei palazzinari, ecc.

 
Barnard : attenzione Giulietto ,non c'e' la FED.dietro alla drammaticita' della situazione PDF Stampa E-mail
Scritto da libreidee   
Domenica 20 Novembre 2011 12:33

Paolo Barnard, ospite di "Matrix" il 15 novembre 2011Non è stata la Federal Reserve, direttamente, a mettere in ginocchio l’Europa attraverso le super-banche di Wall Street spingendole a comprare i 641 miliardi del nostro debito e fidando nel fatto che poi le avremmo ripagate a suon di euro grazie al provvidenziale intervento della Bce. La manovra è stata più aggirante e raffinata: la super-finanza americana, certamente salvata dalla Fed con 29 trilioni di dollari, ha “inguaiato” le banche francesi e tedesche: sono state loro ad accollarsi il grosso del nostro debito, proprio grazie al sostegno arrivato da Wall Street. La finanza Usa non ha scommesso sull’euro, moneta zoppicante, ma sul tasso di interesse: i finanzieri americani hanno emesso a loro volta titoli di debito, i cui proventi hanno prestato a francesi e tedeschi, “sapendo” che ne avrebbero ricavato tassi maggiori.

All’indomani della comune, recente partecipazione a “Matrix”, in veste di “disturbatori eretici” nel grande dibattito sul debito pubblico, Paolo Barnard “corregge” a mezzo blog Giulietto Chiesa, che pure stima, ma ritiene abbia male interpretato le modalità dell’attacco in corso contro la cittadinanza europea.

 
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