Home Te lo Nascondono Verso gli operai dell'alcoa troppi guardano senza capire e senza farsi domande
Verso gli operai dell'alcoa troppi guardano senza capire e senza farsi domande PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Lisa MInutillo   
Martedì 11 Settembre 2012 12:42

alcoa.jpgQuesto giorno inizia con la voce e i passi fra le vie di Roma per i nostri fratelli sardi dell’Alcoa.
Determinati ed in attesa di risposte che devono arrivare si recano sul posto per vedere di tenere accesa la speranza di un lavoro che non verrà rubato ma che resterà al suo posto in questa terra che è già satta messa abbondantemente in ginocchio.
Sono tutte persone con i visi segnati dal sole e usurati dal lavoro,sono persone con il profumo del mare fra i capelli,sono persone con famiglie che attendono di ricevere la certezza di una sopravvivenza elemosinata così come accade a tutti i lavoratori in questi ultimi tempi.
Riescono a giungere davanti al Ministero ma trovano come sempre la strada sbarrata,uno sbarramento che non impedisce alle loro voci ed alle loro idee di volare alte comunque.
I cori,i tamburi sardi,il rumore dei caschi che vibrano sull’asfalto e le ore trascorrono lentamente.
L’atmosfera si scalda e come sempre ci si ritrova accerchiati e spintonati, allora ci si indigna ancor di più, si cerca di far capire a chi si mette di traverso che qui ci sono solo padri e madri di famiglia una famiglia che dipende dal loro lavoro e che non riesce a stare serena data la distanza che la separa dai loro cari ma le parole cadono nel vuoto e fanno rumore , il rumore che si unisce a quello dei caschetti che continuano a scandire il tempo sui marciapiedi ma che come sempre rimangono inascoltate da chi dovrebbe non solo ascoltarle ma prenderne esempio.
Qualcuno urla,altri caricano e come sempre i lavoratori vengono anche malmenati, persone che non fanno altro che cercare di difendere un sito, il loro territorio, la loro storia la loro fonte di reddito ma tutto questo è trito e ritrito ormai per chi alla fine della giornata decide di non presentarsi nemmeno dimostrando così tutta la non serietà e l’inadeguatezza nel ricoprire un ruolo che forse non gli appartiene.


Chi fa politica, chi ci amministra dovrebbe per prima cosa avere la cultura dell’altro, dovrebbe saperlo prendere in considerazione, dovrebbe dare della risposte ma soprattutto dovrebbe non far trovare mai in queste situazioni chi non ha mai commesso danni o inadempienze nei confronti dello Stato.
Non esiste giustificazione per alcuni trattamenti, non esite il non voler esserci quando si è richiesti ma soprattutto quando questo fa parte del compito da svolgere .
Con il trascorerre delle ore e con il cuore sempre più gonfio di delusioni si attende l’esito di una giornata che oltre a segnare la vita dei lavoratori Alcoa ha segnato la vita di tutti noi.
Non si possono più vedere delle immagini così, non si possono più bruciare le speranze di chi ha solo quelle che gli fanno compagnia, non si possono infrangere i progetti che i giovani hanno diritto di vedere realizzati dopo anni di studio, non si possono tollerare questi atteggiamenti di arroganza e di saccenza che quando deve scendere i campo si nasconde tanto a giocare con le vite altrui ci si diverte ma guai a toccare le loro di vite vero?
L’onda dellAlcoa dovrebbe avere seguito, dovrebbe trovare in tutti noi degli alleati, dovrebbe smuovere le coscienze di chi ne ha ancora una , dovrebbe farci capire che qui si tratta di tutti noi ,del futuro dei figli che verranno, delle nostre giornate che non torneranno più serene come prima perché ci stanno destabilizzando togliendoci un po’ alla volta tutte le certezze che sono cresciute con noi negli anni.
Oggi è stata data prova di grande dignità una dignità che va rispettata ed imitata, oggi si sono visti dei volti puliti senza orpelli e senza fronzoli, si sono visti sguardi intensi pieni di determinazione, si sono visti anche e nonostante tutto dei sorrisi, degli atteggiamenti protettivi nei confronti dei colleghi più giovani ed anche nei confronti di pensionati ex lavoratori arrivati per portare sostegno a Roma.
Sappiamo come si è conclusa la giornata, sappiamo dello scarno comunicato che dice tutto ma non dice niente ,sappiamo che ne la classe operaia e nemmeno quella politica si fermaranno,sappiamo che ci saranno scontri a muso duro se continueranno così ma sappiamo anche che tutto ciò non è giusto e che basterebbero quattro mosse azzeccate da tutti questi abili pensatori per risolvere realmente i problemi che ci hanno consegnato.
Non dico nulla di nuovo quando dico che la stragrande maggioranza delgi italiani si ritrova quasi in ginocchio mente altri continuano imperterriti ad evadere in tutti i sensi,sia concedendosi vacanze che chi occupa aziende,chi presidia, chi non ha reddito , chi è cassintegrato o in mobilità non vede da anni ormai.
Non dico nulla di nuovo quando dico che molto spesso chi possiede maggiore ricchezza è colui che meno paga le tasse e che trova il modo di accumulare denaro magari avvalendosi anche di prestanomi incensurati che si svendono per avere un riconoscimento cospicuo e che poi quando si arriverà al bandolo della matassa si ritroveranno a pagare in prima persona, magari essendo privati anche della loro pseudo libertà.
Non si dice nulla di nuovo quando si vedono approvate leggi che diventano dannose per i comuni mortali e scantonare le stesse che potrebbero portate ad una soluzione del problema colpendo nel cuore laddove esiste il marcio che poi fa diventare marcio tutto anche chi magari cerca di svolgere il proprio dovere onestamente.
Perché non si fa di tutto per far sentire la propria voce quando si arriva a ricoprire cariche che dovrebbero dare questa possibilità ,perché si cerca sempre di essere distratti quando invece la realtà è qui a due passi ma non la si vuole vedere, perché ci stanno facendo perdere la fiducia in tutto ciò che per anni i nostri nonni e poi anche i nostri genitori hanno contribuito a donarci, perché nessuno vuole distinugersi positivamente mostrando di essere realmente al fianco di chi deve lottare tutti i giorni per avere almeno due minuti di ascolto.
Si sentono le voci che si alzano dalla folla, si possono sentire anche i cuori battere oltre che i caschi tanta è la tensione e l’ansia che si sta sollevando, si può sentire quanto è grande la preoccupazione per un futuro che non vogliono farci vivere ma che salvaguardano per loro e nessuno cerca di dare aiuto a questi lavoratori,sono stati solo capaci di tradirli e di svenderli come carne da macello.
Non mi piace ciò che ci stanno facendo vivere, non mi piace questa aridità e questo distacco nei confronti di chi andrebbe protetto , non mi piace che chi dovrebbe difenderci non lo fa più, non mi piace più questo mondo che non è il mondo da regalare a chi ha sempre creduto nell’onestà, nel lavoro, nella corretezza.
A volte penso che sia tutto un grande errore e che queste cose così paradossali siano frutto di un brutto sogno da cui dobbiamo risvegliarci.
A volte vengo pervasa da una rabbia e da una delusione che non riesco nemmeno a spiegare qui ma che forse non si può spiegare qui.
A volte mi piacerebbe che qualcuno mi smentisse recandosi sul posto e dando conforto senza preoccuparsi di cavalcare l’onda del momento.
Mi piacerebbe che i lavoratori tutti fossero seguiti e non perseguiti come delinquenti, mi piacerebbe che queste parole avessero un peso e che almeno dal popolo arrivasse la conferma che vale ancora la pena di non darsi per vinti perché siamo tutti consci che solo la collaborazione, l’unità, la coesione ci potranno aiutare.
Intanto che le ore trascorrono so che l’inquietudine si placherà ,che lo sconforto lascerà il posto alla forza di ricominciare e di non arrendersi perché cè bisogno di qualcosa di buono, cè bisogno di tornare a respirare, cè bisogno di riuscire a vivere e non di vedere la vita come una condanna da portarsi a spasso, cè bisogno di positività e cè bisogno di non smettere mai di credere che prima o poi saremo noi ad avere la meglio.
Sappiamo lavorare,questo non ci spaventa a noi hanno insegnato il sacrificio e la disponibilità cosa che dovrebbero imparare anche i nostri riferimenti latitanti.A tutti i fratelli sardi dico di non abbassare mai la testa, dico di continuare a far rumore con i loro tamburi e con i loro caschi e di ascoltare sempre il suono della loro bella anima.
A chi guarda senza capire e senza farsi domande dico di svegliarsi e di smettere di guardare solo al loro orticello felice perché qui su questa terra non si è padroni di niente e si viene privati di tutto esattamente come è accaduto a tanti di noi.
Grazie perché ancora per una volta abbiamo capito da che parte stare e da che parte sta la coerenza, grazie a tutti questi caschetti che suonano di libertà!

Anna Lisa MinutilloAnna Lisa MInutillo

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